Tracey Emin alla Tate Modern: una retrospettiva intensa e autobiografica
Alla Tate Modern, una mostra intensa e drammatica, dedicata alle opere dirette, tenere e intime di Tracey Emin. Fino al 31 agosto 2026.
Tracey Emin (Londra, 1963) è una figura di spicco nell’arte contemporanea britannica da oltre 40 anni; ha aperto la strada a un nuovo stile radicale, irriverente, espressionista, dai toni forti e pungenti: nelle sue opere ha raccontato degli stupri subìti, degli aborti, dei desideri lancinanti del corpo e delle notti insonni passate a scattare selfie.
È stata catapultata all’attenzione del pubblico negli anni ‘90 con opere iconiche come My Bed, candidata al Turner Prize, che scatenò un acceso dibattito critico e pubblico, mettendo in discussione il concetto di arte.
La Emin è nota per le sue opere autobiografiche, lucide e chiare, attraverso le quali confessa momenti anche terribili della sua vita. Ha sempre lavorato con diverse tecniche e mezzi espressivi: il disegno, la pittura, la scultura, la videoarte, le installazioni e la fotografia. All’inizio della sua carriera ha fatto parte del noto gruppo di artisti inglesi ‘The Young British Artists’, ma attualmente è uno dei membri degli accademici della Royal Academy of Arts.
Il disprezzo della Emin per qualsiasi separazione tra mondo personale e pubblico, insieme al suo impegno per un’autoespressione diretta, esplicita, senza scuse, hanno definito un momento storico ben preciso nella cultura britannica e nella storia dell’arte mondiale, fatto di opere intime, autobiografiche e confessionali.
La mostra alla Tate Modern ripercorre gli oltre 40 anni della carriera della Emin, delle sue tecniche e pratiche innovative, presentando opere iconiche e note che hanno segnato la sua vita insieme a lavori mai esposti in precedenza. Attraverso pittura, video, tessuti, neon, scrittura, scultura e installazioni, la Emin continua a sfidare i confini dell’arte, usando il corpo femminile come un potente strumento per esplorare passione, dolore e guarigione.
La mostra celebra il suo approccio crudo e intimo, mentre pone profondi interrogativi sull’amore, il trauma e l’autobiografia. Dimostra inoltre l’impegno dell’artista, durato tutta la vita, per la pittura, mostrando i suoi lavori più recenti, che rappresentano il culmine delle tecniche, delle idee e dei modi in cui ha incanalato e descritto la sua vita nelle opere che ha realizzato.
Tracey Emin: A Second Life
