Daniele Novara: Le istituzioni si sono dimenticati dei nostri bambini

  • Scritto da QUI News,
    10 Ottobre 2020

Sono almeno vent’anni che genitori e professionisti dell’educazione assistono al progressivo abbandono dell’infanzia da parte delle istituzioni, ma mai come durante la recente emergenza legata al Covid-19 la realtà dei fatti è stata sotto gli occhi di tutti. Il momento per interrogarsi davvero sulla situazione dei bambini in Italia, quindi, non può più essere rimandato, ed è necessario cominciare dalle domande fondamentali.

A queste domande risponde Daniele Novara nel suo nuovo libro “I bambini sono sempre gli ultimi. Come le istituzioni si stanno dimenticando del nostro futuro edito da BUR Rizzoli e disponibile dal 13 ottobre.

Daniele Novara, pedagogista tra i più noti in Italia ha fondato il CPP (Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti).

Ideatore del metodo maieutico nell’apprendimento e nella relazione d’aiuto. Docente del master di formazione interculturale presso l’Università Cattolica di Milano. Autore di numerosi libri e pubblicazioni di successo, alcuni dei quali tradotti in varie lingue. In Bur-Rizzoli sono disponibili “Litigare fa bene” (2013), “Urlare non serve a nulla” (2014), “Meglio dirsele” (2015), “Punire non serve a nulla” (2016), “Non è colpa dei bambini” (2017), “I bulli non sanno litigare” (2018), “Cambiare la scuola si può (2018), “Organizzati e felici” (2019).

Nel suo ultimo libro tra le domande centrali troviamo: "Quando abbiamo smesso di occuparci di infanzia?", "Chi sono stati i principali agenti di questo disastro e, soprattutto, esiste un modo per rimettere i più piccoli al centro delle preoccupazioni istituzionali?"

A queste domande risponde Daniele Novara, esperto di riferimento italiano sui temi della pedagogia e dell’educazione, che per primo ha lanciato l’allarme sulla scuola durante la pandemia, dando voce al dissenso delle famiglie e dei professionisti dell’educazione verso uno Stato indifferente, con una riflessione ad ampio raggio sulla considerazione di cui non godono i più giovani nel nostro Paese e su cosa dovrebbero fare genitori, educatori e politici per rimettere infanzia e educazione al centro del dibattito. Perché i bambini sono, più di ogni altra cosa, il nostro futuro. E ogni giorno ce ne dimentichiamo un po’ di più.

"Si è smarrito il senso della loro importanza, del desiderio sociale di tutela dei bambini, portatori di un altro punto di vista, di un futuro, di uno sguardo completamente nuovo sui fatti della vita e della società stessa. Si è persa l’idea di un mondo che fino a 10-11 anni è profondamente diverso da quello adulto, un mondo che occorre far crescere. Non si ha più il gusto di crescere educativamente le nuove generazioni, come se potessero farcela da soli, in una sorta di dimenticanza consapevole."

Il libro verrà presentato martedì 13 ottobre e disponibile poi per l'acquisto

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