Masculinities: la mostra alla Barbican Art Gallery di Londra

VS Vincenzo Sebastiano Updated

Un'interessante indagine socio-culturale che riunisce gli scatti dei più importanti fotografi contemporanei impegnati a definire il tema della Mascolinità. Fino al 17 Maggio 2020 alla Barbican Art Gallery di Londra. Guarda la galleria fotografica in fondo pagina!

Mostra Masculinities Londra

Thomas Dworzak, Taliban portrait. Kandahar, Afghanistan. 2002. © Collection T. Dworzak/Magnum Photos

La mostra indaga e studia il concetto di 'Mascolinità', di come esso sia stato vissuto, ma anche codificato, interpretato e costruito socialmente dagli anni '60 ad oggi, attraverso l'uso della fotografia, del cinema e della pubblicità. L'evento fa parte di Inside Out, la ricca rassegna culturale 2020 del Barbican che esplora il rapporto tra la vita interiore e la creatività.

E' evidente che il concetto di mascolinità, così come interpretato storicamente fino alla metà del XX secolo, abbia subito negli ultimi decenni radicali cambiamenti che hanno portato inevitabilmente ad uno stato di crisi del concetto stesso della virilità dell'uomo sempre più forte ed evidente. Molti studi hanno rilevato forti critiche alla cosiddetta 'mascolinità' dovute al rimodellamento dei valori contemporanei, ai gruppi femministi più attivi che hanno assunto per sé certi ruoli tradizionali appartenenti alla mascolinità e anche all'ostilità culturale che la società di oggi ha in certi casi posto sui cosiddetti valori maschili. Le immagini dei ragazzi e degli uomini presentate dai mass media hanno portato ad una nuova accezione di mascolinità intrisa di concetti moderni, diversi, lontani mille miglia dallo stereotipo del 'macho', virile, duro e violento; l'uomo di oggi si riconosce sempre meno nei valori tradizionali della mascolinità, tentando di esprimere la sua parte più emozionale e liberarsi delle convenzioni legate al suo ruolo storico. Ciò che per alcuni è ovvio e naturale, frutto dell'evoluzione e dei cambiamenti della società contemporanea, per altri, soprattutto per gli attivisti per i diritti degli uomini, non è accettabile, in quanto sminuirebbe la figura maschile mettendola sotto un luce negativa, soprattutto nella pubblicità.

Sulla scia delle nuove interpretazioni dell'universo maschile, mediate anche attraverso le idee del movimento #MeToo (gruppo femminista che si batte contro le molestie sessuali e la violenza sulle donne), l'immagine della mascolinità negli ultimi decenni è diventata più nitida e definita; il risultato di questa evoluzione ci restituisce un'immagine dell'uomo più 'tossica', problematica, fragile e sensibile.

I curatori della mostra hanno cercato di illustrare le rappresentazioni spesso complesse e talvolta contraddittorie delle mascolinità così come si sono sviluppate ed evolute dagli anni '60 ad oggi. Soffermandosi su temi come il potere, il patriarcato, l'identità queer, il mondo gay, le percezioni femminili degli uomini, gli stereotipi ipermascolini, la tenerezza e la famiglia, si è cercato di evidenziare quanto i nuovi mass-media abbiano svolto un ruolo centrale nella rivisitazione dell'universo maschile e del concetto di 'mascolinità' nell'immaginario collettivo della cultura contemporanea.

La mostra, organizzata dalla Barbican Art Gallery, in collaborazione con il gruppo Calvin Klein, si sviluppa attraverso un percorso espositivo che copre un arco temporale di circa 70 anni ed è composta da oltre 300 opere (molte delle quali mai esposte in una galleria pubblica in precedenza), provenienti da collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. E' suddivisa in varie sezioni, ciascuna delle quali pone l'accento su differenti modi di interpretate la mascolinità negli ultimi decenni. Esaminando le rappresentazioni della mascolinità da dietro l'obiettivo, i curatori hanno selezionato e riunito i lavori di oltre 50 artisti, fotografi e registi di fama internazionale come Richard Avedon, Peter Hujar, Isaac Julien, Rotimi Fani-Kayode, Robert Mapplethorpe, Annette Messager e Catherine Opie, per dimostrare come la fotografia e i film abbiano svolto un ruolo centrale nella nuova idea di mascolinità nella cultura contemporanea. L'esibizione ha cercato di sostenere e promuovere anche i lavori di artisti giovani e meno conosciuti, alcuni dei quali non hanno mai esposto in precedenza nel Regno Unito: tra questi citiamo Cassils, Sam Contis, George Dureau, Elle Pérez, Paul Mpagi Sepuya, Hank Willis Thomas, Karlheinz Weinberger e Marianne Wex.

Informazioni Evento

Masculinities: Liberation through Photography
Dal
20 Febbraio 2020
Fino al
17 Mag 2020
Apertura tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (Giovedì e Venerdì fino alle 21.00)
Biglietto adulti £ 15.00 dal Lunedì al Venerdì, £ 17.00 Sabato e Domenica
Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto

Immagini

Thomas Dworzak Taliban portrait. Kandahar, Afghanistan. 2002. © Collection T. Dworzak/Magnum Photos
Rotimi Fani-Kayode, Untitled, 1985 Masculinities Liberation through Photography
Sunil Gupta Untitled 22 from the series Christopher Street, 1976 Courtesy the artist and Hales Gallery. © Sunil Gupta. All Rights Reserved, DACS 2019
Catherine Opie Rusty, 2008 © Catherine Opie, Courtesy Regen Projects, Los Angeles and Thomas Dane Gallery, London
Hal Fischer Street Fashion: Jock from the series Gay Semiotics, 1977/2016 Courtesy of the artist and Project Native Informant London
Adi Nes Untitled, from the series Soldiers, 1999 Courtesy Adi Nes & Praz-Delavallade Paris, Los Angeles
Karlheinz Weinberger Horseshoe Buckle, 1962 © Karlheinz Weinberger. Courtesy Esther Woerdehoff
Sam Contis Untitled (Neck), 2015 © Sam Contis
Karen Knorr Newspapers are no longer ironed, Coins no longer boiled So far have Standards fallen from the series Gentlemen, 1981-83 Tate: Gift Eric and Louise Franck London Collection 2013 © Karen Knorr
Masahisa Fukase Upper row, from left to right: A, a model; Toshiteru, Sukezo, Masahisa. Middle row, from left to right: Akiko, Mitsue, Hisashi Daikoji. Bottom row, from left to right: Gaku, Kyoko, Kanako, and a memorial portrait of Miyako, 1985, from the
Peter Hujar David Brintzenhofe Applying Makeup (II), 1982 © 1987 The Peter Hujar Archive LLC; Courtesy Pace/MacGill Gallery, New York and Fraenkel Gallery, San Francisco
Catherine Opie Bo from “Being and Having”, 1991 Collection of Gregory R. Miller and Michael Wiener © Catherine Opie, Courtesy Regen Projects, Los Angeles; Thomas Dane Gallery, London; and Soloman R. Guggenheim Museum, New York

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