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Una mostra imperdibile per tutti gli appassionati di architettura, design, materiali e forma, dedicata a David Adjaye. Al Design Museum di Londra dal 2 Febbraio al 5 Maggio 2019.

David Adjaye

Sir David Adjaye, credit: Ed Reeve

Come può un edificio modellare la nostra percezione degli eventi? E come può l'architettura, al posto delle parole, essere usata per raccontare storie? E' proprio quello che fa Sir David Adjaye, famoso architetto ghanese-britannico, con i suoi monumenti e le strutture commemorative presentate in quest'esibizione.

Adjaye ha un approccio democratico e dinamico nei confronti dell'architettura: considera infatti la progettazione come uno strumento sociale di aggregazione e una sorta di catalizzatore per la nascita di nuove comunità. Le influenze alla base dei suoi lavori spaziano dall'arte contemporanea alla musica, dalla scienza alle forme d'arte tradizionali africane. L'uso ingegnoso dei materiali e della luce, uniti all'approccio dinamico e originale, hanno contribuito a definire la sua fama di architetto internazionale. L'interesse di Adjaye è direzionato verso la natura dello spazio contemporaneo che nel nostro secolo è una sintesi equilibrata tra vari fattori, quali il lusso e la funzionalità, l'economia e le esigenze emozionali. Per Adjaye è necessario abbandonare la mentalità conservatrice e le preoccupazioni vincolate al volume e alla linea, per approdare alle vere problematiche del XXI secolo, ovvero la relazione dell'essere umano con la natura dello spazio, i formati inediti e le emozioni.

David Adjaye: Making Memory

UK National Holocaust Memorial and Learning Centre, credit: Adjaye Associates & Ron Arad Architects

David Adjaye è rinomato come architetto di fama internazionale, ma ha anche sviluppato un dialogo costante con il mondo dell'arte confrontandosi con artisti e intellettuali e dando vita non solo ad edifici, ma anche a mostre e progetti di ricerca. Tra questi ricordiamo gli allestimenti per la sezione video dell'Ottava Biennale Internazionale di Santa Fe The Dissolve (2010); l'installazione luminosa Your black horizon di Olafur Eliasson alla 51ª Biennale di Venezia (2005); il progetto The Upper Room di Chris Ofili (2010).

La forma che prendono i monumenti e il modo in cui vengono utilizzati cambia continuamente. I monumenti sono una testimonianza di chi siamo nel mondo, di ciò che abbiamo fatto e di ciò che faremo. Sono profondamente radicati nella nostra psiche e rappresenteno un mezzo per raccontare e ricordare i nostri trionfi e i nostri fallimenti. Attraverso questa mostra, Sir David Adjaye OBE presenta una nuova narrativa architettonica per il monumento, in cui l'architettura e la forma sono utilizzate, insieme, come dispositivi narrativi.

Mostra Adjaye

Smithsonian National Museum of African American History and Culture, credit: Brad Feinknopf

I visitatori in questa esibizione potranno scoprire sette delle strutture e dei progetti più significativi di Adjaye per esplorare il design, la forma, le influenze, il ruolo e l'uso che egli fa dei monumenti contemporanei. Sono esposti plastici, grafici, immagini, video e schizzi di progetti che includono lo Smithsonian National Museum of African American History and Culture a Washington D.C e l'UK National Holocaust Memorial and Learning Centre a Londra; monumenti e memoriali che mostrano come Adjaye usi l'architettura e la forma per riflettere e raccontare la storia, le gesta e la memoria di milioni di vite umane.

Mostra David Adjaye

Sclera pavilion, credit: Leonardo Finottif

La mostra è parte del programma del Design Museum per il 2019 che invita i progettisti a pensare in pubblico a un tema a loro scelta. Collaborazioni precedenti includono Breathing Colour di Hella Jongerius e 100 Mile City di Peter Barber.

David Adjaye: Making Memory

Fino al 5 maggio 2019

Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00

Biglietto adulti £ 12.00 (£ 10.90 senza donazione)

London Design Museum

224-238 Kensington High Street
London, W8 6AG

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto