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Le elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano si svolgeranno domenica 4 marzo 2018. Anche gli oltre 300 mila italiani che vivono a Londra, come i 4 milioni di italiani residenti all'estero (o temporaneamente all'estero), possono esercitare il diritto di voto. Vediamo come.

Voto per corrispondenza

© Paolo Bona - Shutterstock

Come votare dall'estero se si è iscritti all'AIRE?

I residenti all'estero regolarmente iscritti all'AIRE, che non abbiano espresso per scritto la propria preferenza a votare in Italia entro la scadenza dell'8 gennaio 2018, possono votare per corrispondenza attraverso le schede elettorali spedite per posta ordinaria entro metà febbraio dai Consolati di appartenenza agli indirizzi di residenza. Il plico elettorale contiene:

  • Foglio informativo
  • Schede elettorali
  • Busta piccola di colore bianco
  • Lista candidati
  • Certificato elettorale
  • Busta preaffrancata per la restituzione al consolato

I plichi per votare per corrispondenza devono essere rispediti all'ufficio consolare entro le ore 16 locali del 1 marzo 2018 utilizzando la busta preaffrancata!



Scarica le istruzioni per votare dall'estero

Cosa fare se non si riceve il plico elettorale?

Gli elettori che entro il 18 febbraio non abbiano ancora ricevuto il plico contenente il materiale elettorale e le istruzioni sulle modalità di voto potranno contattare il proprio ufficio consolare per ottenere il duplicato.

Ricordiamo che la circoscrizione del Consolato di Londra comprende Inghilterra, Galles, Isola di Man, Isola di Wight, Isole Normanne, Gibilterra e i Territori della Georgia del Sud e delle Sandwich Australi; la circoscrizione del Consolato di Edimburgo comprende Scozia e Irlanda del Nord.

Come votare dall'estero se non si è iscritti all'AIRE?

Votare dall'esteroGli elettori italiani che si trovano temporaneamente all'estero per un periodo di almeno tre mesi, nel quale ricade la data di svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Parlamento, possono votare per corrispondenza con le medesime modalità solo se hanno fatto richiesta scritta entro il 31 gennaio 2018. La richiesta deve essere stata fatta al comune d'iscrizione nelle liste elettorali su carta libera e obbligatoriamente corredata dalla copia di un documento d'identità valido e dell'indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale, l'indicazione dell'Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l'ammissione al voto per corrispondenza (vale a dire che ci si trova - per motivi di lavoro, studio o cure mediche - in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento delle consultazioni; oppure, che si è familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni).

Il voto dei cittadini italiani residenti all'estero è un diritto sancito dal comma 3 dell'articolo 48 della Costituzione italiana e le modalità di esercizio del diritto di voto per le elezioni del Parlamento italiano sono stabilite dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459, conosciuta come legge Tremaglia.

Quanti sono i seggi della circoscrizione Estero e come sono ripartiti?

I circa quattro milioni di italiani all'estero eleggono 12 deputati e 6 senatori. La circoscrizione Estero comprende tutti gli stati e i territori riconosciuti dal Governo italiano raggruppati in quattro suddivisioni geografiche:

  1. Ripartizione Europa, che include anche la Federazione russa, la Turchia e Cipro. Elegge cinque deputati e due senatori.
  2. Ripartizione America meridionale. Elegge quattro deputati e due senatori.
  3. Ripartizione America settentrionale e centrale. Elegge due deputati e un senatore.
  4. Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide. Elegge un deputato e un senatore.

Chi sono i candidati di Camera e Senato per la circoscrizione Estero?

Per vedere i candidati di Camera e Senato seleziona circoscrizioni e liste nel tool sottostante:


Voto per corrispondenza e brogli

Il sistema elettorale che regola il voto degli italiani residenti all'estero è soggetto a numerose contestazioni per la poca trasparenza che garantisce e le vulnerabilità a brogli elettorali. Le schede vengono consegnate a casa per posta e non è possibile sapere con certezza chi sia effettivamente ad esprimere il voto. Nelle precedenti elezioni numerosi italiani all'estero hanno affermato di non aver ricevuto i plichi elettorali. Nella puntata del 31 ottobre Le Iene hanno documentato casi di compravendita di voti per le elezioni all'estero.