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Una mostra imperdibile che racconta la storia delle rivoluzioni socio-culturali, compiute e incompiute, delle fine degli anni Sessanta e di come esse abbiamo cambiato l'attuale modo di vivere e di rapportarsi con il futuro. Al Victoria&Albert Museum fino al 26 Febbraio 2017.

Mostra anni 60 Londra

The Beatles Illustrated Lyrics, 'Revolution' 1968 by Alan Aldridge © Iconic Images, Alan Aldridge

I curatori della mostra si sono soffermati sul significato e sul forte impatto che questi anni hanno avuto sulla società moderna e sui cambiamenti sociali, culturali e intellettuali che hanno portato, attraverso la musica, l'arte e il design, la moda, le minigonne, i capelli e le vistose acconciature, il cinema e i film d'avanguardia, le droghe, il nudo, il sesso, l'umorismo, l'attivismo politico, le rivolte, la ribellione e le lotte contro la società conformista.



Oltre 200 LP selezionati dalla collezione del noto DJ di Radio1 John Peel costituiscono la colonna sonora della mostra e saranno costantemente ascoltati dai visitatori; uno dei curatori, Victoria Broackes ha affermato a tal proposito che la collezione di dischi di Peel costituisce 'la spina dorsale della mostra' che esplora un periodo storico in cui la società e la musica sono andati di pari passo e in cui la musica era forse la forma di comunicazione più importante tra i giovani di tutto il mondo. I brani selezionati sono gli stessi che il pionieristico DJ Peel avrebbe scelto mentre presentava il suo programma pirata notturno su Radio London nel 1967 dal titolo 'The Perfumed Garden'. In ogni angolo delle sale espositive sono state sistemate postazioni audio con cuffie grazie alle quali i visitatori possono ascoltare la musica del tempo: Beatles, Pink Floyd, Sam Cooke o Jimi Hendrix, solo per citarne alcuni.

Il Co-curatore Geoffrey Marsh, direttore della sezione teatrale del V&A, ha affermato che l'intento dell'esibizione è quello di mostrare la complessità di quegli anni in cui musica, moda, grafica e design interagirono insieme fortemente. Sono stati così ricreati alcuni dei luoghi simbolo della fine degli anni Sessanta: le colorate e innovative strade di Carnaby Street di Londra, piuttosto che alcuni ambienti in cui si svolsero le vicende più scottanti dell 'Affair Profumo': è possibile ammirare la sedia (appartenete alla collezione del V&A) su cui era seduta Christine Keeler, amante di John Profumo, mentre posava per le famose fotografie scattate da Lewis Morley.

Tra gli oggetti più significativi e rari esposti citiamo ancora il vestito color pesca indossato dal Sgt Pepper, prestato dalla vedova di George Harrison; la brillante tuta gialla di John Lennon e i testi originali da lui scritti a mano per il brano 'Lucy in the Sky with Diamonds'; la scheggia di una roccia lunare in prestito dalla Nasa e la tuta spaziale indossata da William Anders nella missione Apollo nel 1968. I curatori hanno affrontato anche temi socio-cultuali e politici, legati ai cambiamenti epocali del periodo: nel 1967 l'omosessualità fu depenalizzata e l'aborto legalizzato; nel 1968 la censura teatrale fu abolita.

Più o meno negli stessi anni (o poco dopo) avvennero molti altri fatti di cronaca qui riporati e ben documentati: il processo Oz, gli omicidi di Charles Manson, la banda Baader-Meinhof, le Brigate Rosse, l'elezione di Richard Nixon e la crisi petrolifera. In campo musicale è di quel periodo lo scioglimento dei Beatles; l'ascesa e il successo di Jimi Hendrix e Janis Joplin e la prematura morte di Jim Morrison.

E'stato questo anche il momento in cui in California si avviavano le prime ricerche su quella che sarebbe diventata una delle rivoluzioni scientifiche più importanti del secolo e che avrebbe cambiato per sempre le nostre vite: il computer. La mostra include infatti una replica del primo mouse per pc e un film del 1968, dove il suo inventore, Doug Engelbart, afferma con sicurezza: 'Lo abbiamo chiamato mouse per il momento: sono sicuro che qualcuno prima o poi si presenterà con un nome migliore'. La mostra, come ha affermato anche Martin Roth, il direttore del V&A, getta nuova luce su un periodo storico non molto lontano da noi, che ha seguito l'austerità degli anni del dopoguerra e che ha portato enormi cambiamenti in campo sociale, culturale ed artistico nel Regno Unito come in tutto il mondo occidentale.

Mostra Victoria and Albert Museum

John Sebastian performing at Woodstock © Henry Diltz Corbis

Mostra rivoluzione anni 60

Anti-Vietnam demonstrators at the Pentagon Building © Photo by Bernie Boston The Washington Post via Getty Image

You Say You Want a Revolution?
Records and Rebels 1966-1970

Fino al 26 febbraio 2017

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.30
(Venerdì fino alle 21.30)

Biglietto adulti £ 16.00

Victoria&Albert Museum

Cromwell Road, London SW7 2RL

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto