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La mostra, in corso fino al 15 gennaio al Science Museum, commemora il centenario della Battaglia della Somme, soffermandosi sulle devastanti conseguenze a livello di perdite umane e al numero impressionante di feriti che ne scaturì.

Con la Battaglia della Somme si intende una imponente serie di offensive lanciate dagli anglo-francesi sul fronte occidentale della Prima Guerra Mondiale a partire dal 1º luglio 1916, nel tentativo di sfondare le linee tedesche in un tratto lungo circa sessanta chilometri tra Lassigny a sud ed Hébuterne a nord, settore tagliato in due dal fiume Somme, nella Francia settentrionale. Solo nel primo giorno di battaglia le forze britanniche subirono pesantissime perdite: 20.000 morti e 40.000 feriti, uno dei giorni più sanguinosi per l'esercito inglese: un'emergenza medica senza precedenti.



I curatori della mostra si sono concentrati sull'aspetto medico e sull'enorme impatto che questa battaglia ha avuto nel campo della cura dei feriti durante e dopo la prima guerra mondiale. Consultando gli archivi e le cartelle mediche originali del tempo (alcune delle quali sono qui esposte) si fa luce sulle notevoli innovazioni avutesi nelle pratiche e nelle tecnologie di soccorso a partire dai primi decenni del XX secolo. Al di là degli eventi sanguinosi sui campi di battaglia, la mostra si concentra soprattutto sull'impatto a lungo termine che la guerra ha avuto sui soldati che sono rimasti fisicamente e psicologicamente colpiti durante il conflitto.

Durante la Prima Guerra Mondiale morirono oltre dieci milioni di combattenti, ma più del doppio furono i feriti e milioni risultarono i disabili, gli invalidi, gli sfigurati o i traumatizzati da quelle tragiche esperienze. Le sfide per il personale medico vicino alla linea del fronte furono immense: tamponare la perdita di sangue, amputare arti e curare le infezioni era la priorità immediata al fine di salvare vite umane. Tuttavia nel corso della Guerra si presentarono per i medici nuove forme di ferite e di convalescenza sia fisica che mentale, su una scala mai vista in precedenza: un numero enorme di veterani che tornavano a casa con gravi ferite, danni permanenti (fisici e psicologici) e l'esigenza di assistenza continua a lungo termine.

La parte centrale della mostra è costituita da una serie di rarissimi oggetti storici provenienti dalle collezioni di medici che hanno operato durante il conflitto e che illustrano le storie dei feriti e di coloro che li hanno curati. Troviamo esposti particolari tipi di barelle adatte per lo spostamento nelle strette trincee del fronte; strumenti, attrezzature, apparecchiature e dispositivi medici portatili che ben descrivono le condizioni in cui erano costretti a lavorare i medici in prima linea; le tecnologie mediche, le tecniche e le strategie all'avanguardia (per i tempi) adottate durante la guerra per aiutare i feriti dalle prime fasi del soccorso fino alle cure e ai trattamenti per la guarigione.

Sono esposti inoltre amuleti, portafortuna o elementi di protezione personale (quasi sempre improvvisati) usati dai soldati sul fronte nel tentativo disperato di salvarsi la vita durante quei tragici momenti.

La mostra Wounded: Conflict, Casualties and Care a Londra

Set di occhi di vetro. Photograph: Jaron Chubb/Science Museum

Wounded: Conflict, Casualties and Care

Fino al 15 gennaio 2017

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
(Venerdì fino alle 22.00 – ultimo ingresso alle 20.45)

Ingresso gratuito

SCIENCE MUSEUM

Exhibition Road, South Kensington
London, SW7 2DD

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto