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La Hayward Gallery, in collaborazione con la Vinyl Factory presenta The Infinite Mix: Contemporary Sound and Image, unico evento fuori dalla sede principale della galleria durante la ristrutturazione in corso che durerà due anni. La mostra si svolge presso The Store, un nuovo spazio creativo situato all'interno dell'iconico edificio in stile 'Brutalist', fino al 4 Dicembre 2016.

Mostra The Infinite Mix: Contemporary Sound and Image

Hayward Gallery, Southbank Centre. Copyright Morley von Sternberg

The Infinite Mix presenta al pubblico le anteprime britanniche di alcuni video musicali, vere e proprie opere d'arte audio-visiva di importanti artisti internazionali come Martin Creed (UK), Jeremy Deller (UK) e Cecilia Bengolea (Argentina), Stan Douglas (Canada), Cyprien Gaillard (Francia), Dominique Gonzalez-Foerster, Cameron Jamie (USA), Kahlil Joseph, Elizabeth Price, Ugo Rondinone (Svizzera) e Rachel Rose. Il filo conduttore della mostra segue un percorso strutturale che predilige l'aspetto musicale a quello narrativo: le opere esposte pongono in primo piano il ruolo del suono e nello stesso tempo amplificano ed enfatizzano la natura dell'approccio umano con le immagini che compaiono nei video. Il pubblico è accompagnato dalla musica in un viaggio attraverso una serie di spazi reali e virtuali posti sopra e sotto il livello del terreno; i visitatori saranno emotivamente e concettualmente catturati in una sorta di spazio virtuale, quasi fantastico, in cui si imbatteranno in una serie di ologrammi simili a installazioni reali, opere e lavori multimediali (e multischermo) e proiezioni cinematografiche in 3D.



Molte delle opere esposte mescolano gli aspetti convenzionali del cinema documentario classico con approcci più creativi e inaspettati nella presentazione delle immagini e dei suoni; gli artisti hanno sperimentato nuove possibilità e nuove tecniche grazie alle quali il video può aiutare il pubblico nell'esplorazione e nella comprensione della poetica, della tecnica e dello stile della musica, delle performance della storia artistica e compositiva in generale.

Al proprio arrivo i visitatori saranno accolti dal progetto 'Luanda-Kinshasa', di Stan Douglas: un'installazione olografica che rappresenta un'immaginaria band jazz-funk degli anni Settanta (guidata dal pianista jazz e compositore Jason Moran) ripresa nel mezzo di una sessione di registrazione, in una perfetta replica del leggendario Columbia 30th Street Studio.

Mostra The Infinite Mix: Contemporary Sound and Image

Stan Douglas Luanda-Kinshasa, 2013.Installation view The Infinite Mix: Contemporary Sound and Image. Photo © Linda Nylind

Subito dopo l'artista e regista Kahlil Joseph (Los Angeles) presenta il suo ambizioso video a due schermi che trasporta gli spettatori in un viaggio introspettivo impostato su un remix di suoni, rumori e canzoni tratti da un album di Kendrick Lamar del 2012.

Mostra The Infinite Mix

Joseph m.a.a.d. 2014. Installation view The Infinite Mix: Contemporary Sound and Image. Photo © Linda Nylind

In un'altra sezione dell'esibizione, l'artista inglese Jeremy Deller insieme alla coreografa argentina Cecilia Bengolea presentano un video in 3D che rappresenta la ballerina giapponese Batty Bom-Bom che balla in una competizione annuale di danza in Giamaica.

Mostra Contemporary Sound and Image

Jeremy Deller and Cecilia Bengolea, Bom Bom's Dream.2016. Installation view The Infinite Mix: Contemporary Sound and Image. Photo © Linda Nylind

Nel cavernoso parcheggio sotterraneo del 180 Building, sarà proiettata, infine, la pellicola in 3D 'Nightlife' di Cyprien Gaillard accompaganta da un patinato remix di un pezzo di successo di Alton Ellis.

Mostra Hayward-Gallery

Cyprien Gaillard, Nightlife, 2015. Installation view The Infinite Mix: Contemporary Sound and Image. Photo © Linda Nylind

The Infinite Mix: Contemporary Sound and Image

Fino al 4 dicembre 2016

Apertura tutti i giorni (Lunedì chiuso) dalle 12.00 alle 20.00
(Domenica dalle 12.00 alle 19.00)

Ingresso Gratuito

THE STORE

180 The Strand, London, WC2R 1EA

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto