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Scienza, arte o qualcosa nel mezzo? È possibile dare forma alle idee intangibili? La mostra primaverile della Wellcome Collection cerca di rispodere a questi interrogativi presentando il lavoro di quattro artisti contemporanei e degli scienziati con cui hanno collaborato. Ingresso libero

Somewhere in Between

Alien Sex Club, 2015 Ambika P3, London. © John Walter. Photograph: Jonathan Bassett

Riunendo le installazioni di Martina Amati, Daria Martin, Maria McKinney e John Walter, la mostra intende valutare il modo in cui gli artisti possano dare forma all'esperienza umana, suscitando idee sui nostri sensi, la nostra salute, la vita sessuale, i limiti e le reazioni dei nostri corpi nei confronti della catena alimentare. Nella società globalizzata, frammentata, multimediale e polarizzata di oggi, la collaborazione tra sfere diverse del sapere e della conoscenza è più importante che mai: sfida le prospettive individuali, crea modi di pensare alternativi e rende possibile trovare nuove soluzioni. In tal senso, gli artisti qui presenti integrano la propria arte con le ricerche attuali nei campi della fisiologia, neuroscienza, immunologia e genetica.

I lavori presentati sono tutti recenti (ed inediti), selezionati tra i tanti progetti artistici finanziati dalla Wellcome Collection, che negli ultimi due decenni ha compiuto sforzi notevoli per incoraggiare le conversazioni tra arte, scienza e salute. Gli artisti e i lavori presentati sono:

Martina Amati: Under (2015). Si tratta di un'installazione multischermo che esplora l'apnea: l'atto di andare sott'acqua senza respiratori, un atto che sfida il razionale e la spiegazione scientifica. Ispirato alle esperienze infantili dell'Amati (regista italiana che attualmente vive a Londra), Under porta il visitatore in un viaggio attraverso l'immensità dell'oceano per esplorare i limiti estremi che il corpo umano può raggiungere.

Mostra Somewhere in Between

Under, 2015. © Martina Amati

Daria Martin, Sensorium Tests and At the Threshold (2012). I film (16mm) di Daria Martin approfondiscono l'esperienza della sinestesia mirror-touch, una condizione neurologica appena scoperta in cui le persone provano la sensazione di ciò che un'altra persona sta toccando. Per creare questi film, la Martin ha lavorato con il neuroscienziato cognitivo Michael Banissy. Questi film aprono nuove prospettive sulle possibilità estese della connessione e dell'empatia umana, mettendo in discussione il fatto che le sensazioni possano essere create e condivise tra persone e oggetti.

Mostra Wellcome Collection

Sensorium Tests, 2012, 16mm film, 10 minutes. © Daria Martin, courtesy Maureen Paley, London

Maria McKinney, Sire (2016). Quest'intallazione (con grandi ritratti fotografici di animali) si occupa della genetica nell'allevamento del bestiame e sugli sforzi compiuti (nel passato ma anche quelli per il futuro) dall'umanità per modellare la natura. Maria McKinney ha studiato il progetto con il genetista David MacHugh e lo scienziato veterinario Michael Doherty, accanto ad alcune comunità agricole irlandesi.

Maria McKinney

Longevity/Apoptosome, Black Water Lad (HE2067) © Maria McKinney

John Walter, Alien Sex Club (2015). Un'opera ideata per esplorare la relazione tra cultura visiva e HIV oggi; questa installazione su larga scala attira i visitatori a rapportarsi con l'uso del colore, dell'umorismo e dell'ospitalità. John Walter ha sviluppato il progetto con Alison Rodger, consulente di malattie infettive e sessuali: lo scopo è quello di fornire alle persone un nuovo e diverso vocabolario per pensare e parlare della trasmissione dell'HIV.

John Walter

Alien Sex Club, 2015 Camp and Furnace, Liverpool. © John Walter. Photograph: Rob Battersby

Somewhere in Between

Fino al 26 Agosto 2018

Aperta tutti i giorni (Lunedì chiuso) dalle 10.00 alle 18.00
Domenica dalle 11.00 alle 18.00, Giovedi fino alle 22.00

Ingresso gratuito

Wellcome Collection

183 Euston Rd,
London NW1 2BE

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto