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Nel 2017, durante uno scavo nei pressi di Harper Road a Southwark, fu ritrovato un rarissimo esempio di sarcofago romano; un sito estremamente interessante che, successivamente, la ricerca archeologica ha dimostrato essere parte di un grande cimitero romano. I curatori del Museum of London Docklands sono partiti proprio da questa incredibile scoperta per raccontare con questa mostra gratuita i riti e le tecniche di sepoltura usati dai Romani a Londra e, in generale, in culto dei defunti nelle colonie dell'antica Roma.

Mostra Londra romana

Grave goods from an inhumation brual with exceptionally fine jet pendant necklace. Found: Hopper Street, Back Church Lane, London (Tower Hamlets) © Museum of London

Roman Dead è il titolo della nuova e interessantisima mostra gratuita che esplora il concetto di morte e di sepoltura nella Londra dei Romani di 2000 anni fa. Ad ospitarla è il Museum of London Docklands, dal 25 Maggio fino al 28 Ottobre 2018. Attraverso le scoperte fatte direttamente sul sito archeologico, sono stati studiati e in parte ricostruiti planimetricamente i siti in cui erano ubicati i cimiteri della Londinium romana, rapportando il contesto originario con il paesaggio urbano attuale della City.

Mostra Roman Dead

Jet Pendant and broken necklace © Museum of London

I reperti selezionati per l'esposizione riflettono la diversificazione e la netta differenziazione sociale che caratterizzava la vita dei 'Londinesi Romani'; l'appartenenza al ceto, infatti, rendeva notevolmente diverse le modalità della sepoltura. Se l'estinto non era abbiente, ma di condizione povera, lo stesso giorno del decesso il cadavere veniva portato alla sepoltura dai vespillones (termine che identificava i trasportatori) e cremato o inumato fuori della città. Se l'estinto era di origine nobile il rito funebre veniva affidato a professionisti, che organizzavano la cerimonia, che comprendeva una processione pubblica dalla casa verso la tomba o la pira funeraria (sulla quale il corpo veniva cremato) durante la quale i partecipanti portavano maschere con le fattezze del defunto. Il cadavere, lavato e cosparso di unguenti e profumi, rivestito con la toga che corrispondeva al ruolo che rappresentava e sistemato su una sorta di catafalco, veniva poi esposto per più giorni fra corone e fiori. Una monetina, l'obolo per Caronte, veniva posta sotto la sua lingua.

Londra romana

Gold Finger Ring with Intaglio © Museum of London

Gli oltre 200 reperti selezionati raccontano, per la prima volta, i rituali funebri, le credenze popolari e i diversi tipi di pratiche di sepoltura esistenti nella Londra di ben 2000 anni fa. I resti umani sono esposti sotto forma di scheletri ma anche in urne che contengono le ceneri dei corpi cremati; spesso accanto ad essi sono stati sistemati gli oggetti sepolti con loro.

Roman Dead

Three beakers from Roman burial. Found 52-63 Lant street. Date: AD 250-370 © Museum of London

I complessi rituali e le regole delle sepolture romane a Londra rappresentano un'importante fonte di conoscenza storica e sociale che fornisce informazioni sulle credenze religiose dei Romani (soprattutto nelle colonie) e sul modo in cui essi trattavano i morti. Tra gli oggetti esposti si segnala un bellissimo e preziosissimo piatto in vetro multicolore trovato accanto ai resti cremati di un uomo facoltoso e un ciondolo a forma di testa di Medusa, realizzato probabilmente per proteggere il morto nel viaggio verso l'Ade. I curatori si sono soffermati anche sulle differenti tecniche di sepoltura (cremazione, inumazione) e sui vari rituali che le accompagnavano (a volte inusuali e inquietanti). Troviamo esposti anche numerosi teschi maschili che mostrano segni di morte violenta e che sono stati sepolti nei pozzi delle antiche mura della Londinium romana (London Wall) nell'attuale City.

Roman Dead

Fino al 28 Ottobre 2018

Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00

Ingresso gratuito

Museum of London Docklands

No.1 Warehouse, West India Quay
London E14 4AL

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto