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Una delle mostre più interessanti dell'anno è dedicata a The Arnolfini Portrait, il famosissimo dipinto di Van Eyck, e alla sua importanza per la pittura eterea e raffinata dei pittori Preraffaelliti inglesi del XIX secolo. Alla National Gallery fino al 2 Aprile 2018.

Reflections: Van Eyck and the Pre-Raphaelites

'Portrait of Giovanni(?) Arnolfini and his Wife' or 'The Arnolfini Portrait' Jan van Eyck 1434, particular © The National Gallery, London

Uno dei quadri più celebri della straordinaria collezione della National Gallery, The Arnolfini Portrait di Jan van Eyck, viene esposto nella Sunley Room per la prima volta, gratuitamente, accanto ai lavori della Confraternita dei Preraffaelliti (e dei suoi successori), che da esso hanno tratto ispirazione.



Il ritratto dei coniugi Arnolfini affascinò notevolmente il pubblico vittoriano, come dimostrato in un articolo del tempo (pubblicato sulla rivista 'The Illustrated London News), dedicato, appunto, al noto dipinto che, all'epoca, era uno dei rarissimi esempi di pittura olandese rinascimentale che poteva essere visto in Gran Bretagna. Acquisito dalla National Gallery nel 1842, The Arnolfini Portrait è stato fonte di ispirazione e punto di partenza fondamentale per lo stile innovativo e moderno dei pittori Preraffaeliti, soprattutto per quanto concerne l'osservazione empirica della realtà, il significato simbolico degli oggetti e le idee sul disegno, sul colore e sulle tecniche pittoriche.

La mostra, organizzata dalla National Gallery in collaborazione con la Tate Britain, ha riunito, per la prima volta, il Ritratto Arnolfini con famosissimi dipinti Preraffaelliti provenienti della collezione Tate (ma anche da altri musei europei), tra cui ricordiamo la Mariana (1851) di Sir John Everett Millais, The Girlhood of Mary Virgin (1848-9) di Dante Gabriel Rossetti, The Awakening Conscienc di William Holman Hunt (1853) e La Belle Iseult di William Morris (1858), offrendo un'opportunità unica di vedere questi dipinti accanto al capolavoro che li ha ispirati. I curatori hanno messo a fuoco l'importanza e l'influenza profonda che questo dipinto del XV secolo ha avuto sui pittori Preraffaelliti, illustrando i diversi modi in cui questi giovani artisti britannici del XIX secolo si siano rapportati al quadro e ad uno dei suoi tratti distintivi, lo specchio convesso. Il ritratto è infatti ambientato all'interno di una casa borghese, di cui è dettagliatamente descritto l'arredo. Sulla parete di fondo, uno specchio convesso riflette l'immagine del pittore e di un testimone di nozze: una soluzione che amplia lo spazio verso lo spettatore. La tavola, ad olio, offre uno spaccato della vita e della moda del tempo. Di particolare effetto sono i sontuosi abiti, in particolare quello verde della sposa che spicca sul rosso luminoso del letto a baldacchino. Il punto di vista adottato dallo spettatore è rialzato, in modo da ampliare la scena ed evidenziare gli oggetti di arredo della stanza. La luce della finestra diventa qui importante strumento di indagine della realtà, poiché consente di definire con cura ogni dettaglio e di rappresentare la profondità dello spazio.

Reflections: Van Eyck and the Pre-Raphaelites

Mariana, John Everett Millais 1851 © Tate, London

Jan van Eyck (1390–1441) è stato un artista di fama internazionale e il suo stile, incentrato su una resa analitica della realtà, ebbe un larghissimo influsso. Fu anche il perfezionatore della tecnica della pittura ad olio, che gradualmente sostituì in Europa l'uso del colore a tempera. Viaggiò molto tra le corti del Nord Europa, dapprima presso il conte dOlanda a L'Aia, poi come pittore di corte di Filippo il Buono, duca di Borgogna. Sembra che abbia compiuto anche un viaggio in Terrasanta e che per questo abbia attraversato l'Italia; ciò spiegherebbe il forte segno lasciato dalla pittura fiamminga in Italia ed anche alcuni richiami al paesaggio italiano presenti nei suoi dipinti.

Oltre ai dipinti sono esposti anche una serie di oggetti, strettamente legati al quadro di Van Eyck, come alcuni specchi convessi appartenuti a Rossetti e a William Orpen, rarissimi esempi dei primi scatti fotografici realizzati in UK, (Wilson Center for Photography), disegni, schizzi, documenti originali, opere su carta e una riproduzione vittoriana del capolavoro di van Eyck The Ghent Altarpiece, realizzato dalla Arundel Society tra il 1868 e il 1871.

Reflections: Van Eyck and the Pre-Raphaelites

Fino al 2 aprile 2018

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
(Venerdì fino alle 21.00)

Ingresso gratuito

National Gallery

Trafalgar Square
London WC2N 5DN

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto