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Nell'incantevole scenario della Guildhall Art Gallery va in scena una mostra dedicata alla Morte e alla sua rappresentazione nel tempo attraverso il genere pittorico della Natura Morta. Fino al 30 Aprile 2018.

Mostra Natura morta

Alexander James, ‘The Great Leveller’, 2010, from ‘Vanitas’,Chromogenic print, mounted to polished aluminium plate, Face mounted with museum grade ar acrylic, 19 x 25 cm

Un'esibizione criptica, enigmatica, affascinante all'inizio, ma dopo poco sconcertante e, a volte, raccapricciante. Sin dall'ingresso i visitatori possono subito percepire il fatto che la morte sia presente dappertutto: tra le rose e i fiori rappresentati con incredibile precisione, tra gli scheletri, i mucchi di carne cruda, i proiettili modellati e scolpiti da un osso umano piuttosto che in un teschio di ragnatele ricoperto di polvere. Un'unica invariante: tutti gli oggetti sono sempre rappresentati sotto forma di Natura Morta.

Con l'espressione Natura Morta si indicano composizioni con soggetti inanimati o, comunque, prive di figure umane: fiori, frutti, cacciagione, libri, strumenti musicali, teschi, oggetti di uso domestico. Tale genere ha avuto origine nelle Fiandre, dove era denominato Stilleven (vita silenziosa) e si è diffuso in tutta Europa dalla fine del Cinquecento, trovando una grande affermazione. La fortuna del genere della Natura morta nel Seicento deriva, in particolare, dall'affermazione della classe borghese mercantile, che commissionava opere a soggetto profano per esibire la propria ricchezza e, dunque, la nuova posizione sociale. La Natura morta ben si adatta al Realismo, carattere distintivo della pittura del Seicento; in questi dipinti, infatti, viene curato con attenzione minuziosa ogni particolare descrittivo; vengono rappresentati suggestivi effetti di luce e di trasparenza, attraverso un'elevatissima abilità tecnica.

Il curatore della mostra, Michael Petry, che ha appena pubblicato un libro edito da Thames & Hudson sul genere della 'Natura morta', vuole che i visitatori osservino e cerchino di comprendere più attentamente ciò che gli artisti vogliono esprimere con i propri quadri; nel nome stesso di natura morta è implicito il concetto ed il senso della morte anche se apparentemente vengono rappresentati fiori, frutti, utensili e posate per mangiare.

Natura morta

Mat Collishaw, Last Meal on Death Row, Texas (Juan Soria), 2011, C-type photographic print, Frame Red Grandis timber, rubbed back with black lacquer finish, 89 x 64 cm (35 x 25 ¼ in)

In mostra, oltre che nei dipinti del XVII secolo, il concetto di morte è implicito anche nei pezzi contemporanei esposti. Il lavoro di Collishaw, ad esempio, è molto simile ad una classica natura morta olandese del Seicento, con cibo accatastato contro uno sfondo scuro, ma rappresenta in realtà l'ultimo pasto (pollo, pesce e frutta fresca), scelto da un prigioniero, Juan Soria, detenuto in carcere, prima di essere giustiziato per omicidio in Texas.



In altri pezzi contemporanei esposti notiamo che le immagini rappresentate devono essere spesso decodificate e interpretate poiché ogni oggetto nasconde un complesso simbolismo che può essere di carattere religioso o laico. Ciascuna delle foglie dipinte dall'artista americano Eric Rhein, ad esempio, rappresenta un suo conoscente morto di Aids. La foglia d'acero, in particolare, è per il fotografo Robert Mapplethorpe.

Anche l'opera 'A Time and a Place' di Darren Jones causa ansia e preoccupazione in chi la osserva: una bizzarra collezione di oggetti sistemati e bilanciati in maniera precaria su un piccolo ripiano in vetro, che rappresentano un fine settimana 'hot' nei bar e nei club gay di Fire Island a New York: biglietti per il traghetto, colluttori, tessuti, lubrificante in un contenitore a forma di pallottola, whisky e paracetamolo.

Mostra Guildhall Art Gallery

Jim Skull, Untitled, 2009, papier maché, perles de verre 1930, 90 cm, Photo C

Michael Petry, nella parte finale della mostra, ribadisce che nel mondo in cui viviamo attualmente si è sempre più consapevoli e vicini alla morte. Le generazioni di giovani artisti, formatesi negli ultimi due decenni, sono cresciute all'ombra di atroci omicidi e di guerre sanguinarie ed infinite in Afghanistan, Iran, Iraq e Siria. 

Tra le altre opere contemporanee esposte ricordiamo infine alcuni pezzi di Michael Craig-Martin, Marc Quinn, Paul Hazelton, Darren Jones e Mat Collishaw.

Nature Morte

Fino al 30 aprile 2018

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00
(Domenica dalle 12.00 alle 16.00)

Biglietto adulti: £8

Guildhall Art Gallery

Guildhall Yard
London, EC2V 5AE

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto