5 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Rating 5.00

Fino al 2 aprile al British Museum questa interessante esibizione racconta e illustra il panorama artistico contemporaneo iraniano negli ultimi decenni, in seguito alla Rivoluzione del 1979.

Mostra Iranian voices

Lithograph, three figures by Bahman Mohassess, 1957. Funded by Maryam and Edward Eisler. Image British Museum. Copyright the Estate of Bahman Mohassess

La mostra offre chiavi di lettura alternative della storia iraniana più recente, viste da una prospettiva diversa, quella degli artisti, che hanno vissuto personalmente le burrascose e controverse vicende storiche del paese negli anni Settanta e Ottanta e Novanta del Novecento.

L'esibizione è stata realizzata grazie al supporto del gruppo CaMMEA (Contemporary and Modern Middle East Art) e grazie alle acquisizioni di numerosi generosi donatori, grazie ai quali il British Museum  attualmente vanta un'incredibile collezione di opere d'arte firmate da oltre 200 artisti iraniani, affermati o emergenti, provenienti da tutta la nazione (o dall'estero).



L'arte contemporanea in Iran è molto attiva e racconta al pubblico storie attuali di carattere politico, sociale e culturale. Il fine dei curatori della mostra è proprio quello di rendere visibili e conosciute le storie scelte e narrate da tantissimi artisti iraniani appartenenti a diverse generazioni. Troviamo qui esposti molti lavori che rappresentano differenti tipologie artistiche comprendenti vari generi come il collage, i ritratti, le sculture, i libri d'artista e la fotografia. I racconti evidenziano l'impegno sempre costante e lo stretto legame esistente tra l'arte e la storia iraniana per oltre un millennio, partendo dai racconti leggendari del Shahnameh, conosciuto come Libro dei Re (opera epica scritta in versi dal poeta persiano Ferdowsi intorno al 1010 d.C) fino alle vicende e agli avvenimenti politici più importanti degli ultimi decenni.
Sono qui esposti i lavori di molti artsiti iraniani come Bahman Mohassess, Parviz Tanavoli, Mitra Tabrizian, Parastou Forouhar, Ahmad Aali, Nahid Hagigat, Mohsen Ahmadvand, Shahpour Pouyan, Afsoon, Fereydoun Ave, Ali Akbar Sadeghi, Shideh Tami, Bahman Jalali, Ali Banisadr, Tarlan Rafiee e Yashar Samimi Mofakham.

Tra le opere più significative ricordiamo certamente quelle di Bahman Mohassess (1931-2010), uno degli artisti contemporanei iraniani più noti, leader del movimento Modernista, a partire dagli anni Cinquanta. Pittore, scultore, esperto nella realizzazione di collage e di scenografie teatrali, Mohassess divenne negli anni molto famoso anche all'estero, partecipando alla Biennale di Venezia (1955) e a quella di Parigi (1962).

Mitra Tabrizian (1959) è un fotografo e regista iraniano-britannico che nei suoi lavori esamina e rappresenta le questioni sociali e politiche contemporanee più complesse ed intricate sia in Iran che in Gran Bretagna (dove attualmente risiede). Nelle sue opere utilizza una serie di tecniche che traggono spunto e fondono procedimenti presi in prestito dalla fotografia, dai documentari televisivi e dal cinema.

Nato a Teheran nel 1962, Parastou Forouhar ha studiato arte a Teheran e poi in Germania, dove ha trascorso gran parte della sua vita. Utilizzando la fotografia, l'illustrazione e le installazioni digitali affronta argomenti scottanti e spesso in polemica con la politica, la religione e la società iraniana post-rivoluzione.

Citiamo infine le opere di Nahid Hagigat che, dopo la laurea in arte, conseguita presso l'Università di Teheran, nel 1968 si trasferisce a New York per continuare la sua educazione artistica presso la New York University. Specializzato in incisione, è stato uno dei pochi artisti iraniani ad affrontare e criticare le spinose questioni politiche dell'Iran negli anni Settanta

Iranian voices: recent acquisitions of works on paper

Fino al 2 aprile 2017

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.30
(Venerdì fino alle 20.30)

Ingresso gratuito

British Museum

Room 34 Great Russell Street
London WC1B 3DG

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto