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Un evento imperdibile per gli amanti dell'urbanistica e delle vedute storiche rivisitate e reinterpretate dal visual artist Michael Takeo Magruder. Alla British Library di Londra, fino al 14 Luglio 2019.

Mostra Imaginary Cities

A plan of London and its environs from a topographical dictionary of England 1834

L'esibizione Imaginary Cities, appositamente commissionata e voluta dalla British Library, mostra al pubblico fantastici paesaggi urbani creati dall'artista Michael Takeo Magruder basandosi sulla cartografia e sulle preziose mappe storiche appartenenti alla ricchissima collezione permanente della Biblioteca. I materiali tradizionali si combinano con le più moderne ed avanzate tecnologie digitali per rivisitare e ricreare immagini e dati in tempo reale relativi alle mappe storiche urbane e paesaggistiche trasformate, per l'occasione, in vedute e scenari immaginari tipici dell'Information Age.

Mostra Michael Takeo Magruder

Map of Paris from appletons european guide book illustrated London 1872 © British Library Board

Michael Takeo Magruder (nato nel 1974, USA / Regno Unito) è un visual artist e un ricercatore che lavora con le più avanzate tecniche informtiche e con i media digitali, inclusi archivi digitali, ambienti immersivi, real-time data, dispositivi mobili e mondi virtuali. I suoi lavori spaziano su vari temi che vanno dalla critica ai media e al giornalismo estetico fino al formalismo digitale e all'estetica computazionale, implementando tecnologie e sistemi caratteristici dell'Era dell'Informazione per esaminare e comprendere meglio il mondo in rete e le più moderne tecnologie digitali. Negli ultimi 15 anni, i suoi progetti sono stati presentati in oltre 250 mostre allestite nei musei più presigiosi di ben 34 paesi in tutto il mondo, tra cui ricordiamo il Circulo de Bellas Artes, Madrid; il Courtauld Institute of Art, Londra; il Centro Georges Pompidou, Parigi; il Nam June Paik Art Center, Seoul; il Centro Culturale SESI', São Paulo; la Somerset House, Londra; il Tokyo Metropolitan Museum of Photography, solo per citarne alcuni.

Magruder

Plan of the City of New York 1766 77 from New York City during the american revolution 1861 © British Library Board

La mostra si sviluppa attraverso un percorso espositivo che comprende quattro grandi installazioni, appositamente realizzate per l'evento, situate accanto a numerosi reperti tra antiche mappe, vedute digitali, disegni, schizzi e documenti di grande valore (molti dei quali esposti per la prima volta), provenienti dalla ricchissima collezione cartacea e digitale della British Library. Le quattro installazioni artistiche basate sulla tecnologia digitale, sono state create utilizzando e partendo esclusivamente dalle immagini e dai metadati di mappe urbane e vedute di città del XIX secolo. Ogni opera d'arte combina tecnologie digitali contemporanee e processi analogici tradizionali. Le immagini generate in modo algoritmico e gli ambienti virtuali creati in tempo reale vengono esibiti accanto alla doratura dei metalli preziosi delle antiche cornici e alle tecniche storiche di lavorazione del legno. Le nuove mappe realizzate da Magruder appaiono quindi accanto alle vedute storiche dell'archivio cartaceo e digitale, ai manoscritti e ai libri originali della British Library. L'intento dei curatori è quello di mettere in evidenza la polifunzionalità e l'innovazione tecnologica e conoscitiva della British Library, non vista più come un mero deposito di conoscenze, ma come un potenziale contenitore creativo che genera costantemente nuove strade per la cultura, mostrando come il nostro mondo sempre più digitale e tecnologico, potrebbe cambiare il futuro delle collezioni dei musei e delle più importanti biblioteche del mondo.

Imaginary Cities

Fino al 14 Luglio 2019

Aperta tutti i giorni
Lunedi e Venerdì dalle 9.30 alle 18.00
Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle 9.30 alle 20.00
Sabato dalle 9.30 alle 17.00
Domenica dalle 11.00 alle 17.00

Ingresso gratuito

BRITISH LIBRARY

96 Euston Road, London NW1 2DB

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto