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In che modo, nella società contemporanea, la progettazione grafica e i messaggi pubblicitari possono essere usati per controllare o manipolare l'opinione pubblica? E' quello che i curatori intendono illustrare nella mostra in corso al London Design Museum dal 28 Marzo al 12 Agosto 2018.

Hope to Nope: Graphics and Politics 2008-18

Protest March in Portland Oregon, credit Scott Wong

La mostra 'Hope to Nope' prende spunto da alcuni degli eventi più turbolenti e importanti dell'ultimo decennio, analizzandoli dal punto di vista mediatico ed informativo, soffermandosi in particolar modo su come essi siano stati divulgati e trasmessi all'opinione pubblica. L'interesse pubblico nei confronti della politica è cambiato radicalmente nell'ultimo decennio; dal crollo finanziario globale del 2008 alla primavera araba (ISIS), dalla Brexit alle elezioni americane del 2016, il Graphic Design moderno e i messaggi pubblicitari sono stati strumenti di divulgazione fondamentali per l'informazione pubblica; sia che si tratti di manifesti politici, di propaganda, cartelloni di protesta, Internet Meme (ovvero un'idea, stile o azione che si propaga attraverso Internet, spesso per imitazione, diventando improvvisamente celebre), essi vengono sempre utilizzati dai potenti così come dagli emarginati, per divulgare ma spesso anche distorcere o manipolare i messaggi politici.

Mostra Hope to Nope

Protest in Brazil- credit Charles Albert Sholl

I curatori hanno cercato di comprendere il rapporto esistente tra la progettazione grafica e la divulgazione e la manipolazione delle notizie nell'ultimo decennio, esplorando i complessi meccanismi, i mezzi e le modalità con cui la pubblicità può raggiungere tale scopo. La mostra si articola attraverso un percorso di oltre 160 opere tra oggetti, cartelloni pubblicitari, video, film, dipinti, sculture, disegni, schizzi e stampe, molte delle quali provenienti da importanti collezioni internazionali (pubbliche e private). Tutti i reperti in esposizione considerano e spiegano il ruolo che la grafica gioca nella costruzione e nella comunicazione dei messaggi politici e sociali in tutto il mondo, dimostrando come essi siano spesso utilizzati per persuadere, informare ma anche plasmare l'opinione pubblica. L'intento della mostra è proprio quello di porre in evidenza la natura diffusa e spesso subliminale del disegno grafico nel modellare il nostro ambiente, la politica, la società in cui viviamo e la percezione che abbiamo di noi stessi.

Sono esposti oggetti e cartelloni pubblicitari di uso comune ma anche opere di personaggi influenti nel campo del design grafico dell'ultimo decennio; essi mostrano la natura divulgatoria, informativa e didascalica del disegno grafico, presente in tutti i manifesti che troviamo sulle riviste e sui giornali, nei cartelli che incontriamo per strada, nelle scritte al neon piuttosto che nelle pubblicità televisive.

manipolazione delle notizie

Women's March, Wellington, NZ, credit Andy McArthur

I visitatori potranno osservare e riflettere su alcuni degli eventi più importanti degli ultimi anni, spostandosi in pochi secondi dalla battaglie del movimento di contestazione pacifista Occupy Wall Street, alla Rivoluzione degli Ombrelli di Hong Kong, dalle strade di San Paolo in Brasile alle immagini dei disastri della guerra in Siria. Dal punto di vista didascalico e comunicativo la mostra è organizzata con grandi pannelli informativi che offrono una panoramica dettagliata su ciascuna delle sezioni in cui è suddivisa. Sono presenti inoltre interessanti postazioni di approfondimento ed installazioni multimediali che mostrano, in tempo reale, le conversazioni sui social media dei principali leader politici, attraverso display dinamici creati appositamente, in collaborazione con la principale piattaforma di ascolto sociale nel mondo, Pulsar.

Da non perdere!!

Hope to Nope:
Graphics and Politics 2008-18

Fino al 12 Agosto 2018

Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00

Biglietto adulti £ 12.00 (£ 10.90 senza donazione)

London Design Museum

224-238 Kensington High Street
London, W8 6AG

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto