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All'Estorick Collection di Londra la mostra dedicata all'opera di Giacomo Balla (1871-1958), uno dei maestri indiscussi dell'arte moderna italiana. Fino al 25 Giugno 2017.

Giacomo Balla: Designing the Future

Atmospheric Dynamism, 1922. Biagiotti-Cigna Foundation, Rome

Dopo un esordio figurativo e un periodo realista, caratterizzato da opere realizzate con la tecnica divisionista, intorno al 1912, dietro sollecitazione degli amici futuristi, Giacomo Balla studiò a fondo la dinamica del Movimento e i suoi effetti visivi. In pittura, scelse di rappresentare il movimento attraverso la scomposizione dinamica, che consisteva nella ripetizione della figura, o di sue parti, in sequenza, ciascuna a rappresentare una fase dell'azione, come nei fotogrammi di una pellicola cinematografica. Ciò dà origine a ritmi diversi che il nostro occhio, però, ricompone in un'unica immagine nel tempo e nello spazio.



Balla è stato uno dei cinque firmatari del primo Manifesto dei pittori futuristi, pubblicato ufficialmente l'11 febbraio 1910 come volantino della rivista Poesia. L'11 aprile 1910 viene pubblicato poi il Manifesto tecnico della pittura futurista, firmato da Giacomo Balla, Gino Severini, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Luigi Russolo.

I Futuristi dichiarano la propria assoluta fiducia nel progresso, in nome del quale tutto deve essere rinnovato. Essi, anzi, profetizzano l'annullamento del passato e criticano la cultura del proprio tempo, che definiscono sprezzantemente chiaro di luna in quanto ancora espressione di una sensibilità decadente e romantica. Giacomo Balla e i pittori futuristi affermano che la realtà non va pensata secondo immagini fisse, ma in continuo movimento. Per questo motivo esaltano la velocità, espressione dei tempi moderni. La Linea è per loro lo strumento pittorico più idoneo a trasmettere la velocità, il passaggio e la trasformazione. L'Oggetto si fonde con lo spazio circostante e crea nuove forme che, interagendo con la luce, si riflettono in più direzioni.

La mostra è organizzata attraverso un percorso espositivo, di ben 116 opere (tra dipinti, oggetti di design, moda o arredamento, schizzi e documenti), suddiviso in sezioni tematiche che illustrano l'intero percorso dell'artista. E' stata allestita in collaborazione con la Fondazione Biagiotti-Cigna, una delle più grandi collezioni di opere di Giacomo Balla in tutto il mondo, assemblata dalla nota stilista italiana Laura Biagiotti e dal marito Gianni Cigna, che comprende oltre 200 pezzi rappresentativi dell'intera carriera dell'artista.

Tra le opere selezionate possiamo ammirare dipinti e lavori risalenti al periodo figurativo e realista, altri di stampo divisionista, altri ancora che rimandano all'Astrasttismo e, infine, al Futurismo. Sono esposti 36 dipinti a olio, tempera e pastello del periodo divisionista, tra cui Autospalla, Inverno, La siepe di Villa Borghese e Donna a Villa Borghese, i ritratti di Egle Casarini e di Grethel Löwenstein; il Ritratto di Tolstoij del 1911; due importanti Compenetrazioni iridescenti del 1913 e alcuni esempi di dipinti del primo periodo futurista, oltre a una serie dei opere figurative, come Nel patio, Parlano e Autoritratto.

Il curatore Fabio Benzi, tra i maggiori esperti e studiosi di Giacomo Balla al mondo, ha lavorato a stretto contatto con la Fondazione Biagiotti-Cigna per l'allestimento della mostra; ha selezionato una serie di disegni, schizzi, progetti e installazioni dell'artista, legati alle arti applicate e al mondo della moda. Esempi paradigmatici di queste sperimentazioni in differenti stili, saranno esposti accanto a modelli di abbigliamento e oggetti di design e arredamento (raramente esposti in precedenza) di notevole bellezza, tutti realizzati da Giacomo Balla.

Giacomo Balla
Designing the Future

Fino al 25 giugno 2017

Aperta dal mercoledì al sabato dalle 11.00 alle 18.00
domenica dalle 12.00 alle 17.00
Chiuso il lunedì e il martedì

Biglietto adulti £ 6.50

The Estorick Collection of Modern Italian Art

39a Canonbury Square
London N1 2AN

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto