5 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Rating 5.00

Alla National Gallery di Londra fino al 30 ottobre 2016 è in mostra il nuovo progetto dell'Associate Artist del museo, George Shaw.

La mostra George Shaw: My back to Nature a Londra

George Shaw in Room 34 looking at NG1272 - Photo © The National Gallery, London

Dopo due anni di intenso lavoro trascorsi ad osservare e studiare le tele della National Gallery, George Shaw ci racconta con questa mostra la storia e il significato del suo nuovo lavoro, basato sulla collezione permanente del museo.



George Shaw (nato nel 1966 a Coventry) è un artista contemporaneo che ha compiuto interessanti studi sulle aree periferiche e suburbane delle città inglesi. La fusione di crudo realismo e di romanticismo lirico presente nelle sue opere, lo rende uno degli artisti più originali e innovativi dell'arte britannica.

Shaw è particolarmente noto per il dettagliato approccio naturalistico, per la luminosità e per la cura con cui racconta, nei suoi dipinti, storie ordinarie della periferia inglese. Tra le tecniche di rappresentazione predilige la pittura smaltata Humbrol, che rende i suoi lavori piuttosto singolari in quanto è più comunemente utilizzata per dipingere e colorare modellini di treni e aerei.

La mostra nasce dall'esperienza di George Shaw come Associate Artist (interno) della National Gallery; dal 2014 l'artista ha fissato la sua'residenza lavorativa' e il suo 'Studio' nel cuore della National Gallery da cui ha avuto accesso continuo, senza restrizioni di tempi o di luoghi, alle sale del museo potendo esplorare, studiare e conoscere meglio l'intera collezione, attingendo immagini, osservando il pubblico e trovando ispirazione nelle strepitose opere esposte. Il risultato di questo progetto è appunto 'My Back to Nature'.

L'esibizione è incentrata principalmente su temi naturalistici: il bosco, la natura selvatica, incolta e misteriosa. 'My back to Nature 'nasce dai pensieri più intimi e nascosti di Shaw che, ispirato dalle opere della National Gallery, immagina di essere un adolescente che cammina in una foresta (vicino alla sua città natale) avendo la netta sensazione che 'qualcosa di assolutamente straordinario stia per accadere da un momento all'altro' in quel posto magico, lontano dalla supervisione degli adulti.

Fino al 30 ottobre sono esposte alla National Gallery più di 50 opere inedite (realizzate negli ultimi due anni) tra dipinti, schizzi, incisioni e disegni il cui tema ricorrente è quello dei paesaggi boschivi; traggono tutte ispirazione da dipinti famosi e presentano al pubblico il risultato di due anni di indagini e ricerche che Shaw ha portato avanti per questo progetto, raccontando storie senza tempo (religiose e laiche) che ritraggono atavici scontri di culture e civiltà; storie antiche, errori senza tempo che ancora si ripetono inesorabilmente nel mondo moderno. Shaw associa così quadri famosi (della National Gallery) con film, libri e storie contemporanee: l'Atteone di Tiziano con 'Confessions of a Window Cleaner', Il 'Trionfo di Pan' di Poussin con il libro di Donna Tartt 'The Secret History'; 'l'assassinio di San Pietro Martire' di Bellini e 'Cenotaph to the Memory of Sir Joshua Reynolds' di John Constable con gli Hammer Horror films.

Le opere principali in mostra si ispirano a tre grandi miti rappresentati da Tiziano, che raccontano le storie della dea Diana e le trasformazioni di Atteone e Callisto; Shaw ha realizzato tre tele identiche per dimensioni a quelle di Tiziano, dipingendovi immagini che alludono a misteriosi paesaggi boschivi contemporanei. Sono esposti anche alcuni studi di alberi, con rami contorti e decomposti simili a parti del corpo umano, che rimandano al mito di Apollo e Dafne, la ninfa magicamente trasformata in un albero nell'istante stesso in cui il dio ha tentato di violentarla.



George Shaw: My back to Nature

Fino al 30 ottobre2016

Ingresso gratuito

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
(Venerdì fino alle 21.00)

NATIONAL GALLERY

Trafalgar Square,
London, WC2N 5DN

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto