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Dal processo ad Oscar Wilde nel 1895 alla Alan Turing Law nel 2017: quanta strada è stata fatta in 122 anni? Le storie, la vita, le difficiltà e le speranze della comunità gay britannica negli ultimi decenni. Alla British Library fino al 19 Settembre 2017.

Mostra Gay Londra

The Criminal Law Amendment Act, 1885 by R.W.Burne (c) British Library Board

Come molti eventi e commemorazioni in corso quest'anno in UK, la mostra è stata organizzata in concomitanza del 50° anniversario della depenalizzazione parziale del reato di omosessualità maschile in Inghilterra e Galles grazie al Sexual Offences Act (legge sui reati sessuali) avvenuto nel 1967. La legge, che puniva il reato di omosessualità e che per secoli è stata in vigore in Inghilterra, è nota come il Buggery Act (Parliament act, 25 di Henry VIII) e fu adottata in Inghilterra sotto il regno di Enrico VIII nel 1533; la si può ritenere la prima legge contro la sodomia del regno. Tra modifiche, abolizioni, ripristini e cambiamenti il Buggery Act restò in vigore sino al 1967; si calcola che tra il 1800 e il 1836 furono giustiziate 58 persone di cui 48 con l'accusa di omosessualità e 10 con l'accusa di zooerastia.



In passato molti gay, tra i quali anche personaggi illustri, furono condannati con l'accusa di 'gross indecency', ovvero 'disgustosa indecenza'. Solo quest'anno il governo britannico ha finalmente deciso di cancellare questa brutta macchia nella storia del Paese, approvando la cosiddetta Legge Turing, che concede la grazia (nella maggior parte dei casi, postuma) a tutte quelle persone che sono state condannate per il reato di omosessualità. La norma prende il nome da Alan Turing, il celebre matematico e crittografo britannico, considerato uno dei padri dell'informatica, condannato per reato di omosessualità e costretto a scegliere tra una pena detentiva a due anni di carcere o la castrazione chimica mediante assunzione di estrogeni. Turing scelse la seconda opzione per non rinunciare al suo lavoro, ma pochi anni dopo la condanna si suicidò.

I curatori della mostra hanno raccolto e selezionato numerose storie, testimonianze personali, ma anche racconti di atti di protesta pubblica o elementi ed oggetti artistici e culturali, tutti riferibili a tematiche e contenuti vicini al mondo gay. Partendo da grandi storie d'amore, dai cambiamenti legislativi e delle battaglie per l'uguaglianza sessuale nel Regno Unito, la mostra esamina i punti fondamentali che hanno portato, 50anni fa, alla depenalizzazione del reato di omosessualità, verificando l'impatto di tale legge sulla comunità e soprattutto interrogandosi sulla sua validità e sulle sfide che ancora rimangono da risolvere.

Gay Liberation Front Manifesto, London, 1971 (c) Gay Liberation Front

Gay Liberation Front Manifesto, London, 1971 (c) Gay Liberation Front

Tra i reperti esposti i visitatori potranno ammirare documenti, lettere e testi orignali come il manoscritto di Sarah Waters Tipping the Velvet, il diario di Kenneth Williams, la prima versione dell'Orlando di Virginia Woolf, gli appunti e le note di Hanif Kureishi per il libro My Beautiful Laundrette (1985), la relazione Wolfenden del 1957, le bozze di A Taste of Honey di Shelagh Delaney (1958), il Gay Liberation Front Manifesto e alcuni vinili dei Pet Shop Boys; ma anche film, video, fotografie, dipinti, manoscritti originali, manifesti, volantini e rari articoli stampati che tracciano una storia completa delle tematiche legate al mondo gay in UK nell'ultimo secolo.

Gay UK
Love, Law and Liberty

Fino al 19 settembre 2017

Lunedi e Venerdì dalle 9.30 alle 18.00
Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle 9.30 alle 20.00
Sabato dalle 9.30 alle17.00
Domenica dalle 11.00 alle 17.00

Ingresso gratuito

British Library

96 Euston Road
London NW1 2DB

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto