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Alla Whitechapel Gallery di Londra la grande mostra personale dedicata al noto scultore e incisore britannico Eduardo Paolozzi. Fino al 14 Maggio 2017.

Eduardo Paolozzi

Avant-Garde, 1970. Image courtesy Venator & Hanstein, Cologne © Trustees of the Paolozzi Foundation, licensed by DACS

Eduardo Paolozzi (1924-2005) è stato uno degli artisti più innovativi e irriverenti del XX secolo ed è considerato il Padrino della Pop Art britannica. I suoi collage, le sculture e le sue stampe hanno sfidato tutte le convenzioni sociali ed artistiche del tempo, sin dai suoi esordi nei primi anni Cinquanta, passando per i mitici anni Sessanta, fino all'avvento della Cool Britannia nel 1990.



Nato a Leith, un distretto a nord di Edimburgo, era il primogenito di una famiglia di immigrati italiani di Viticuso, un paesino del basso Lazio. Compiuti gli studi presso l'Edinburgh College of Art, frequentò a Londra la Slade School of Fine Art (1944-47); dopo la sua prima mostra personale nel 1947 alla Mayor Gallery di Londra, Paolozzi si trasferì a Parigi, dove fu in contatto con i gruppi d'avanguardia, frequentando Tzara e Giacometti e interessandosi soprattutto alla tecnica del collage e alle collage forms che diverranno elemento essenziale della sua ricerca. Tornato in Inghilterra, dal 1949 fu tra i protagonisti della nuova generazione di scultori volti alla sperimentazione e alla scoperta del valore intrinseco dei materiali. Insieme ad altri artisti, quali Richard Hamilton e Nigel Henderson, Paolozzi fu uno dei fondatori dell'Independent Group, precursore della Pop Art britannica degli anni '60. Insegnò scultura e plastica in diverse prestigiose università, tra cui Berkeley nel 1968 e la Royal College of Art a Londra. Fu nominato membro dell'Ordine dell'Impero Britannico nel 1968 ed elevato al rango di Cavaliere Commendatore nel 1988, ottenendo il titolo di Sir, e nel 1979 fu nominato membro della Royal Academy. Divenne lo scultore ufficiale di Sua Maestà la Regina nel 1986.

Mostra Eduardo Paolozzi

The Whitworth Tapestry, 1967. Courtesy The Whitworth, University of Manchester © Trustees of the Paolozzi Foundation, licensed by DACS

La grande retrospettiva su Eduardo Paolozzi alla Whitechapel Gallery di Londra si articola attraverso un percorso che conta oltre 250 opere, provenienti da numerose collezioni internazionali (pubbliche e private). I curatori hanno cercato di fornire aspetti inusuali e originali dell'opera di Paolozzi, ripercorrendo le tappe principali della vita dell'artista dagli esordi negli anni Cinquanta fino all'avvento della 'Cool Britannia' negli anni Novanta; ogni capitolo della sua carriera (durata circa 50 anni) è qui rappresentato da opere iconiche e di grande significato che comprendono sculture, installazioni e dipinti che occupano gran parte delle sale della Whitechapel Gallery.

Mostra Eduardo Paolozzi Londra

Real Gold (from the Bunk! portfolio), 1972. Courtesy goldmarkart.com © Trustees of the Paolozzi Foundation, licensed by DACS

Tra i lavori esposti troviamo le sculture in bronzo dei primi anni Cinquanta, quelle in stile 'Brutalist' in cemento (anni '60), numerose serigrafie, i famosi collage rivoluzionari (per i tempi), tessuti stampati dai colori vivaci, disegni di moda. Tra gli highlights della mostra, segnaliamo l'innovativa performance Bunk! (1952), l'installazione gigante  Whitworth Tapestry (1967) e l'iconica scultura Diana as an Engine (1963).

Edoardo Paolozzi

Fino al 14 maggio 2017

Apertura tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.00
(Lunedì chiuso)

Biglietto adulti £ 13.50 (senza donazione £ 11.95)

Whitechapel Gallery

77-82 Whitechapel High St,
London E1 7QX

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto