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Un evento unico e impredibile: la leggendaria collezione dei capolavori artistici di re Carlo I ricomposta per la prima volta dal XVII secolo nelle gallerie della Royal Academy of Arts. Dal 27 Gennaio al 15 Aprile 2018.

Mostra CARLO I Londra

Titian, The Supper at Emmaus, c.1530, Paris, Louvre Museum, Department of Paintings - Photo © RMN-Grand Palais (musée du Louvre) / Stéphane Maréchalle

Un sogno quasi impossibile quello di riunire, sia pur temporaneamente, dopo ben quattro secoli, i tesori di valore inestimabile e di straordinaria bellezza che hanno cambiato per sempre il gusto e la sensibilità artistica di un'intera nazione. Carlo I fu infatti un grande mecenate: egli amò l'arte a tal punto da far divenire la sua collezione una delle più ricche e ammirate d'Europa, acquisendo opere di alcuni dei più importanti artisti del passato come Tiziano, Mantegna, Holbein, Dürer.


Anthony van Dyck, Queen Henrietta Maria with Sir Jeffrey Hudson, 1633 - National Gallery of Art, Washington. Samuel H. Kress Collection, Photo © Courtesy National Gallery of Art, Washington

Mostra CARLO I Londra

Carlo I era un grande conoscitore del Rinascimento italiano: il suo pittore favorito era Tiziano, di cui possedeva numerose tele, acquistate dai suoi commissari a Venezia. Alla sua corte si stabilirono numerosi artisti che si dedicarono a ritrarre il re, la sua consorte e la nobiltà del regno. Il sovrano fece arrivare a Londra artisti già allora di fama internazionale come Pieter Paul Rubens e Frans Hals, Orazio Gentileschi e la figlia Artemisia, nonché l'artista fiammingo Antoon van Dyck, che divenne il pittore più apprezzato dal re. Cercò anche di avere alla sua corte Gian Lorenzo Bernini ma l'artista italiano, che non lasciò mai Roma, se non una sola volta, rifiutò accettando comunque di realizzare un busto del re. Carlo I verrà ricordato per avere acquistato per una cifra irrisoria la famosa pinacoteca della dinastia Gonzaga di Mantova dalle mani di Vincenzo II Gonzaga, duca di Mantova. Tuttavia in seguito all'esecuzione capitale del re, avvenuta nel 1649, la sua collezione venne smembrata, venduta e dispersa in tutta l'Europa da parte di Cromwell e del Parlamento. Alcune opere furono successivamente  recuperate dal suo successore, Carlo II, durante la Restaurazione: molte altre tuttavia non tornarono mai in Inghilterra ed attualmente costituiscono il nucleo principale della collezione permanente di importantissimi musei come il Louvre a Parigi e il Prado a Madrid.

La mostra dedicata alla collezione di Carlo I, organizzata dalla Royal Academy of Arts in collaborazione con la Royal Collection Trust, riunisce per la prima volta i più grandi capolavori appartenuti a questa magnifica collezione celebrandone la raffinatezza, l'ampiezza e la grandiosità. I curatori hanno selezionato oltre 100 opere d'arte di inestimabile valore (provenienti da musei, gallerie e collezioni private di tutto il mondo) che includono dipinti, disegni, sculture classiche, pitture barocche, squisite miniature ed arazzi monumentali. Tra i capolavori esposti ricordiamo dipinti spettacolari di di Tiziano, Van Dyck, Rubens, Holbein e Mantegna, alcuni dei quali ritornano in Gran Bretagna per la prima volta dopo quasi 400 anni. Riunendo ed esponendo queste opere insieme dopo ben quattro secoli, la mostra intende dimostrare l'impatto radicale che la straordinaria collezione ebbe sul pubblico in quel particolare momento storico; ne scaturisce un affascinante e dettagliato spaccato di vita che ci fa conoscere e comprendere meglio i costumi e le tradizioni della raffinata corte di Carlo I e che mette in luce la vibrante cultura artistica e visiva che si venne a creare proprio grazie a questa straordinaria collezione, completamente sconosciuta fino ad allora in Inghilterra.

Da non perdere!!!

Charles I: King and Collector

Fino al 15 aprile 2018

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Venerdì e Sabato fino alle 22.00 (ultimo ingresso 21.30)

Biglietto adulti £ 20.00 (£ 18.00 senza donazione)

Royal Academy of Arts

Burlington House,
Piccadilly, London W1J 0BD

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto