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Un'interessantissima retrospettiva che esplora e racconta 100 anni di Black Music in Gran Bretagna. Al Black Cultural Archives di Londra fino al 4 Novembre 2017.

Mostra musica black

L'arrivo della Sud Syncopated Orchestra a Londra nel 1919, e l'inizio delle loro esibizioni nei locali della capitale, coincidono con la nascita della Black Music britannica. Tale fu l'impatto e il successo del gruppo, i cui membri provenivano da New Orleans, New York, Philadelphia, Guyana, Barbados, Antigua e Ghana, che nel mese di agosto dello stesso anno il principe di Galles (poi Re Edoardo VIII) li invitò a esibirsi a Buckingham Palace.



La mostra, ospitata nei saloni del Black Cultural Archives a Brixton, rivela l'importanza della musica Black all'inizio del Novecento, nel panorama musicale britannico; i curatori hanno messo in evidenza il ruolo che musicisti, promotori, produttori e scommettitori hanno avuto nel favorire l'espansione della musica nera nel Regno Unito e a Londra in particolare.

Verso la fine del 1920, il jazz e il calypso erano continuamente programmati nella scaletta musicale della BBC e i nightclub black erano ormai delle vere e proprie istituzioni nel West End londinese; tra questi, nella mostra si ricordano in particolare il Florence Mills Social Parlour, in 50 Carnaby Street, a Soho (Londra), gestito, a partire dal 1936, da Amy Ashwood e dal marito Marcus Garvey. Si tratta di uno dei pezzi di storia del costume e della musica più significativi del mondo intero; un tratto di strada che ha incrociato costume, tendenza, musica e letteratura e dove gli attivisti e i musicisti del tempo hanno portato non solo musica, ma anche arte e politica per promuovere un movimento di autonomia e fiducia in se stessi.

In effetti è proprio in questi anni che, nella vecchia e conformista Gran Bretagna, i weekend iniziarono ad animarsi con le blues dance o i shebeens, che erano vere e proprie feste danzanti a base di jump blues, swing, calypso e ritmi latin, organizzate nelle abitazioni private e, successivamente, con la nascita dei primi club, un vero e proprio angolo di Giamaica nelle fredde notti inglesi. Va ricordato, inoltre, che molti degli episodi più importanti e significativi della Black Music hanno avuto luogo proprio a Londra; come non citare Lord Kitchener, tra i più noti musicisti di calypso, popolare in tutto il mondo? In effetti Kitchener e altri come lui hanno aperto la strada ad artisti del calibro di Desmond Dekker, Eddy Grant, Janet Kay e Smiley Culture dal 1960 in poi e tutti hanno cantato e si sono ispirati alla Londra in cui vivevano.

Tra gli artisti ricordati nella mostra citiamo anche Count Suckle, fondatore a Londra del Cue Club a Paddington, e Duke Vin, co-fondatore del Carnevale di Notting Hill e della Dread Broadcast Corporation, una stazione radio pirata in onda da West London, dove hanno lavorato come DJ musicisti del calibro di Joe Strummer e Neneh Cherry, prima che fosse chiusa nel 1984.

Ma la musica nera non poteva essere messa a tacere. E così dal 1990 nascono nuovi generi musicali con forti riferimenti alla Black Music: Hip hop, jungle e garage UK. La mostra si occupa, nella parte finale, anche del Black Sound attuale, ripercorrendo la scena musicale inglese e soprattutto londinese del momento, gli hotspot musicali, i negozi di dischi più in voga e le colonne sonore più attuali. Un evento da non perdere per tutti gli appassionati del genere … e non solo!!!

Black Sound

Fino al 4 novembre 2017

Aperto dal Martedì al Sabato dalle 10.00 alle 18.00
(chiuso Domenica e Lunedì)

Ingresso gratuito

Black Cultural Archives

1 Windrush Square, Brixton, SW2 1EF

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto