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La mostra, in corso fino al 15 Gennaio 2017 alla Wellcome Collection, esplora e indaga l'ascesa e la caduta dei manicomi nel panorama internazionale della medicina e della salute mentale.

Mostra malattie mentali

Il punto di partenza della mostra, da cui deriva anche il titolo, è il Bethlem Royal Hospital, un ospedale per la cura delle malattie mentali a Londra, riconosciuto come la prima e più antica istituzione specializzata nella cura della pazzia e dei disturbi mentali. È stato anche denominato St Mary Bethlehem, Bethlem Hospital, Bethlehem Hospital e Bedlam, appunto. Per associazione Bedlam è stato a lungo sinonimo di caos, follia e pazzia.



Con questa mostra la Wellcome Collection apre per la prima volta le porte al manicomio più famoso del mondo, tracciandone un'attenta analisi storico-sociologica, dall'ascesa al declino. In particolare i curatori hanno descritto gli atteggiamenti mutevoli che nel tempo la società ha avuto nei confronti di tale istituzione, soffermandosi su come la medicina, l'arte e la cultura abbiano definito e trattato la malattia mentale e come tali idee siano cambiate nel corso dei secoli. 'Re-immaginare' e cercare di comprendere l'istituzione del manicomio, alla luce di nuove e più dettagliate informazioni provenienti dalle esperienze dirette di pazienti, medici, artisti e riformatori: di coloro cioè che hanno creato l'istituzione e di chi invece l'ha vissuta come paziente. Nello stesso tempo la mostra pone anche alcuni interrogativi rivolti al futuro immaginando quello che la ricerca e le nuove scoperte nel settore medico potrebbero riservare in questo campo.

L'esposizione si sviluppa e prende forma attraverso la giustapposizione di materiale storico (cartelle cliniche, referti medici di casi specifici e singole testimonianze) con le opere di artisti come David Beales, Richard Dadd, Dora García, Eva Koťátková, Madlove, Shana Moulton, Erica Scourti, Javier Téllez e Adolf Wölfli che riflettono o re-immaginano l'istituzione come spazio fisico e virtuale.

Anche se i manicomi attualmente sono stati quasi del tutto chiusi, le malattie mentali sono più diffuse che mai e la nostra società è invasa da innumerevoli possibilità terapeutiche: prescrizione di farmaci, trattamenti clinici, uso di medicine complementari e alternative, supporto on-line, omeopatia, pratiche spirituali o esercizi creativi. In un mondo sempre più veloce e pieno di fonti di stress e di ansie i curatori della mostra si interrogano sulla funzione e sull'ideale originale che il manicomio rappresentava (un luogo di rifugio, di riparo e di cura) e si chiedono se e come tale istituzione, dopo i fallimenti degli scorsi decenni, possa essere oggi recuperata.

Nella mostra sono esposti più di 150 oggetti, materiale d'archivio, cartelle cliniche ma anche lavori artistici realizzati dai pazienti, come Adolf Wölfli, Vaslav Nijinsky e Richard Dadd, accanto ad opere di artisti contemporanei, tra cui citiamo quelle di Eva Kot'áková, Erica Scourti, Shana Moulton, Javier Tellez.

Sarà inoltre possibile per tutti i visitatori consultare ed usare un monitor online che misura e controlla l'umore, che genera e stampa carte simili a tarocchi ognuna delle quali offre al paziente-visitatore, un approccio differenziato di guarigione, un rimedio o un semplice consiglio.

Bedlam: the Asylum and Beyond

Fino al 15 gennaio 2017

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, Domenica dalle 11.00 alle 18.00
(Giovedi fino 22.00, chiuso il lunedì)

Ingresso Gratuito

Wellcome Collection

183 Euston Rd, London NW1 2BE

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto