• BREXIT

    Notizie e informazioni sull'Uscita del Regno Unito dall'Unione europea

Brexit: come destreggiarsi

L'evolversi delle trattative sulla Brexit, più che risolvere, sta agitando dubbi per gli italiani residenti nel Regno Unito. Cosa fare, alla luce dell'attuale stato di avanzamento delle trattative?

Brexit: Together Forward incontra il governo scozzese

Mercoledì 21 Giugno, a Edinburgo, Together Forward ha incontrato il Minister for UK Negotiations on Scotland's Place in Europe, Michael Russell, insieme ad una delegazione di rappresentanti di organizzazioni di cittadini UE

Brexit: l'offerta 'fair and serious' di Theresa May

Sia durante il Queen's Speech, sia alla cena con i leader europei dello scorso 22 giugno, Theresa May ha in parte chiarito le sue posizioni sulla Brexit definendo la sua una “fair and serious offer”. E' davvero così?

Brexit, la proposta del Governo May: Residenza piena a chi è in GB da almeno 5 anni

Al termine del primo dei due giorni del Consiglio europeo, la premier britannica Theresa May ha anticipato i termini della proposta del governo per garantire i diritti degli oltre tre milioni di cittadini Ue oltremanica.

Brexit e diritti dei cittadini europei: il punto di vista da Bruxelles

Intervento di Gaia Lalloni, attivista di Itaca Asbl – Italian and Transnational Association for Communities Abroad, sul lavoro che l’associazione per la difesa dei diritti delle comunità di italiani all’estero sta portando avanti da Bruxelles, sede delle negoziazioni bilaterali per la Brexit tra Regno Unito e Unione Europea

Il capo negoziatore Barnier ammonisce: 'Le quattro libertà sono indivisibili'

“Sono passati già tre mesi. Non posso fare il negoziato da solo”. È lo sfogo che Michel Barnier, capo negoziatore europeo per la Brexit, ha consegnato alle colonne del Financial Times, ribadendo che le quattro libertà fondamentali che tutti i membri del mercato unico devono rispettare sono indivisibili.

Pubblicate le posizioni UE sulle prime due priorità del negoziato Brexit

La Commissione europea ha inviato al governo britannico e pubblicato sul proprio sito i position paper che definiscono le linee negoziali europee sull'accordo finanziario e sui diritti dei cittadini, le prime due priorità UE nel negoziato per la Brexit. Lo riferisce l'agenzia di stampa Ansa.

Il Console Mazzanti su Brexit: 'Rafforzeremo la rete per gli italiani in UK

Together Forward ha incontrato Massimiliano Mazzanti, Console Generale d'Italia a Londra. Tra i temi del dibattito, i punti di forza e le criticità dei servizi che il Consolato mette a disposizione della cittadinanza italiana nel Regno Unito, i progetti di rafforzamento della rete consolare e gli step necessari a ottenere la cittadinanza britannica.

Cosa significa BREXIT?

È la parola con cui si definisce il processo che porterà il Regno Unito a uscire dall'Unione Europea, secondo quanto previsto dall'articolo 50 del trattato sull'Unione Europea, derivata dalla fusione delle parole British ed exit.

Perché la Gran Bretagna lascierà l'Unione Europea?

Giovedi 23 Giugno 2016 i cittadini britannici hanno votato al referendum voluto dall'ex premier Cameron sull'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Il Leave (uscire) ha vinto 51,9% contro il Remain (restare) 48,1%. L'affluenza al referendum è stata del 71,8%, con oltre 30 milioni di persone al voto.

Qual era il quesito del referendum Brexit?

Should the United Kingdom remain a member of the European Union or leave the European Union? Ovvero: Il Regno unito deve continuare a essere un membro dell'Unione Europea o lasciare l'Unione Europea? La scelta era tra Leave e Remain.

Brexit: dove ha vinto il Leave e dove il Remain?

Il Leave ha vinto in Inghilterra 53,4% a 46,6% e in Galles 52,5% a 47,5%. Al contrario il Remain ha prevalso in Scozia 62% a 38%, in Irlanda del Nord 55,8% a 44,2%. In controtendenza la capitale: a Londra i cittadini hanno votato in maggioranza di rimanere in Unione Europea: 59,9% contro il 40,1%

Cosa è accaduto dopo il referendum sulla Brexit?

Brexit conseguenze

Dopo una battaglia legale, nel gennaio 2017 la Corte suprema del Regno Unito ha stabilito che il Parlamento doveva essere consultato prima dell'invocazione dell'articolo 50 ma anche la Camera dei Comuni, con il parere favorevole dei laburisti, ha dato il proprio consenso alla Brexit. La Camera dei Lord ha però modificato il provvedimento, chiedendo di garantire i diritti dei cittadini UE già presenti nel Regno Unito e che il Parlamento si esprima prima che qualsiasi accordo sulla Brexit venga concordato con l'UE. La bocciatura di queste modifiche hanno consentito alla premier Theresa May di inviare la sua lettera alla UE annunciando ufficialmente l'inizio dell'iter di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

Che cosa è l'articolo 50?

Articolo 50

L'articolo 50 fa parte del Trattato di Lisbona, un accordo firmato da tutti gli stati dell'Unione Europea in vigore dal 2009. Prima di questo trattato non vi era alcun meccanismo formale per l'uscita di una nazione dall'Unione Europea. In sostanza è proprio il piano previsto per qualsiasi paese che voglia lasciare l'Unione Europea.

L'articolo 50 conta solo 5 paragrafi e stabilisce che: qualsiasi Stato membro dell'UE può decidere di lasciare l'Unione Europea; lo Stato membro che vuole uscire deve notificare al Consiglio Europeo la richiesta di uscita; lo Stato uscente deve negoziare il suo ritiro dall'UE; il periodo di negoziato è stabilito in due anni (a meno che non venga concordato un periodo superiore); lo Stato in uscita non può fare accordi separati con altri stati membri in merito alla sua partenza.

Quale è la data in cui il Regno Unito lascerà l'UE?

In conseguenza al risultato del referendum consultivo del giugno 2016, il Regno Unito ha dovuto invocare l'articolo 50 del Trattato di Lisbona che prevede due anni di tempo per concordare i termini del divorzio. Theresa May ha dato il via a questo processo il 29 marzo 2017, per cui l'uscita del Regno Unito dall'UE è prevista per il 29 Marzo 2019. Il periodo di due anni può però essere esteso se tutti i 28 Stati membri dell'UE sono d'accordo.

Cosa cambia prima dell'effettiva uscita del Regno Unito dall'UE?

Niente: il diritto comunitario sarà in vigore in UK fino a quando non cesserà di essere un membro della UE. Il Regno Unito continuerà a rispettare i trattati e le leggi comunitarie, ma senza prendere parte a qualsiasi processo decisionale.

Soft e Hard Brexit: cosa significano?

Hard Brexit

Non esiste una definizione rigorosa. In linea di massima, un'Hard Brexit (Brexit dura) vedrebbe il Regno Unito su posizioni rigide riguardo a questioni come la libera circolazione delle persone, anche se questo significa lasciare il mercato unico. Una Soft Brexit potrebbe invece descrivere uno scenario simile a quello della Norvegia, stato non appartenente all'UE ma membro del mercato unico avendo accettato la libera circolazione delle persone.

Che cosa succede se non ci sarà nessun accordo sulla Brexit?

La leader conservatrice Theresa May ha affermato che lasciare la UE senza alcun accordo sarebbe preferibile ad un accordo cattivo per il Regno Unito. Senza un accordo sul commercio, il Regno Unito dovrebbe operare secondo le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio, con conseguenti controlli doganali e delle tariffe.

Che cosa accadrà ai cittadini UE che vivono nel Regno Unito?

È uno dei punti chiave della Brexit, tuttora oggetto di discussione e maggior causa delle tensioni che si registrano nel negoziato.

I punti chiave delle proposte del Regno Unito sono:

  • Chi vive nel Regno Unito da almeno 5 anni ed ha ottenuto lo status di residente potrà vivere, lavorare, studiare e chiedere benefit come adesso
  • La data di scadenza per l'ammissibilità non è stata stabilita ma sarà tra il 29 marzo 2017 e il 29 marzo 2019
  • I cittadini dell'UE che vivono nel Regno Unito da meno di cinque anni alla data specificata potranno continuare a vivere e lavorare nel Regno Unito e, dopo 5 anni, ottenere lo status di residente
  • Chi si trasferisce nel Regno Unito dopo la 'data di ammissibilità' potrà rimanere temporaneamente ma non ci dovrebbe essere "nessuna aspettativa" che che potrà ottenere la residenza permanente

Vedi il documento completo

Che cosa accadrà ai cittadini del Regno Unito che lavorano nell'UE?

Dipenderà dal tipo di accordo del Regno Unito con l'UE. Se il governo Uk imporrà restrizioni ai cittadini europei, ugualmente gli altri paesi potrebbero richiedere il visto di lavoro ai cittadini britannici.

Che cosa accadrà ai cittadini dell'UE che vorranno lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit?

Molto dipende dall'esito delle trattative in corso e dalla possibilità che il governo britannico decida di introdurre un sistema di permessi di lavoro come avviene attualmente in UK per i cittadini extracomunitari: l'ingresso potrà essere consentito solo ai lavoratori specializzati nelle professioni in cui ci sono carenze riconosciute. 

Uscita del Regno Unito dall'Unione europea

Cosa è cambiato dopo le elezioni politiche dell'8 giugno 2017?

Dopo aver più volte escluso questa eventualità, a Pasqua Theresa May ha annunciato le elezioni anticipate per l'8 giugno 2017 sperando di veder rafforzata la propria compagine parlamentare e l'autorità dell'esecutivo per poter forzare la mano nei negoziati Brexit con i leader europei. La premier ha però perso la scommessa trovandosi con meno deputati di quelli che aveva prima della elezioni, motivo per cui è stata costretta ad un accordo con il DUP - che conta 10 deputati - per formare un governo di minoranza.

Il DUP, partito dell'Irlanda del Nord da tempo euroscettico, condivide in linea di massima la strategia di Theresa May sulla Brexit ma non sul punto che "nessun accordo è meglio di un cattivo accordo" per le conseguenze sui confini tra Irlanda del Nord e Irlanda.

Che possibilità ci sono di un nuovo referendum sulla Brexit?

Anche in caso di caduta del governo May, il leader laburista Jeremy Corbyn ha escluso un secondo referendum, ma ha affermato che il voto dei deputati sarà decisivo sull'accordo finale, e che il Regno Unito potrebbe chiedere di tornare al tavolo delle trattative per ottenere per un accordo migliore.

I liberali democratici, che hanno 12 dei 650 deputati, sono contrari ad una "hard Brexit" e hanno promesso un secondo referendum per approvare o respingere l'accordo finale tra UK e UE anticipando che sosterrà la permanenza del Regno Unito nell'UE. 

La leader SNP Nicola Sturgeon sta spingendo per far ottenere alla Scozia - che ha votato per rimanere nell'UE - uno status speciale dopo la Brexit per restare nel mercato unico. La Sturgeon chiede un secondo referendum sull'indipendenza della Scozia prima dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

Together Forward – Italians for European Rights in the UK

Together Forward

Siamo un gruppo di associazioni, partiti, movimenti e singoli cittadini italiani residenti nel Regno Unito. Abbiamo diversi orientamenti politici e culturali ma siamo uniti da un comune senso di appartenenza europea e seguiamo con attenzione gli sviluppi della Brexit, guardando con preoccupazione all'allentamento dei legami di cooperazione e solidarietà tra Regno Unito e Unione Europea.

Abbiamo scelto di costituire Together Forward – Italians for European Rights in the UK -come voce collettiva per l'oltre mezzo milione di cittadini italiani nel Regno Unito, con l'obiettivo di fare arrivare le nostre istanze nei negoziati sulla Brexit e difendere la continuità dei nostri diritti di cittadinanza europea: dalla sicurezza di poter rimanere legalmente nel paese in cui abbiamo scelto di vivere, al diritto di poter continuare a lavorare e accedere al welfare alle stesse condizioni, passando per la possibilità di esercitare i nostri diritti politici e civili.

Stiamo creando relazioni con il Parlamento Europeo, con le istituzioni politiche del Regno Unito e con la parte più europeista della società britannica, perché la nostra voce sia ben presente su entrambi i fronti del negoziato. Vogliamo coordinare le nostre attività con analoghe esperienze nelle altre comunità europee in Gran Bretagna, ispirandone la formazione con il nostro esempio e lavorando alla creazione di piattaforme di coordinamento capaci di far arrivare forte la nostra voce a Westminster e a Bruxelles.

www.togetherforward.uk

www.facebook.com/together4ward