 Grande vittoria in Spagna per Josè Luis Zapatero ed il suo Partito Socialista. Con le elezioni di ieri gli spagnoli
hanno confermato senza ombra di dubbio la fiducia al primo ministro uscente. Anche i Popolari hanno comunque aumentato il proprio bacino
elettorale e la propria forza parlamentare. In calo invece il Partito nazionale
basco (Pnv), l'estrema sinistra di Izquierda Unida e gli indipendentisti
catalani di Erc (queste ultime due forze politiche hanno sostenuto l'esecutivo
di Zapatero nella scorsa legislatura).
Alta l'affluenza alle urne, attorno al 75%, sui livelli
record delle precedenti politiche.
"Governerò per tutti"- ha detto Zapatero - "ma
soprattutto per coloro che non hanno tutto" e "per far diventare realtà le
aspirazioni delle donne".
In Francia invece le cose non sono andate bene
per
il presidente francese Nicolas Sarkozy, al suo primo test elettorale. Alle municipali l'Ump del capo
dell'Eliseo si è fermato al 40 per cento mentre i socialisti e le altre liste di
sinistra hanno raccolto su base nazionale il 47,5 per cento. Domenica prossima
si andrà al ballottaggio in quasi tutte le
grandi città ma l'opposizione ha
sottolineato che il voto di questo primo turno è già
un "avvertimento" al presidente e al suo governo.
In Italia continua con i toni accesi di sempre la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche di aprile: negli ultimi sondaggi effettuati da Ipr Marketing per Repubblica.it sulle intenzioni di voto, alla Camera il distacco tra Pdl e Pd è di 7 punti: 43,5% contro il 36,5%, ma al Senato la forbice si riduce. La Sinistra Arcobaleno sta tra il 7,5% alla Camera e il 6,5% al Senato, mentre l'Unione di Centro di Casini sta tra il 7% alla Camera e l'8% al Senato. Il presidente uscente Romano Prodi ha intanto annunciato l'intenzione di abbandonare la politica italiana.
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