 Tony Blair
sta pensando seriamente a diventare presidente dell'Unione Europea, il nuovo
incarico previsto dal Trattato d'Unione firmato l'anno scorso a Lisbona dai
leader dei 27 paesi della Ue. Lo ha rivelato il Guardian in
un lungo servizio
dal titolo significativo:
"Farò il presidente d'Europa se mi date abbastanza potere". Blair non lo ha dichiarato pubblicamente ma, secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano londinese, starebbe
lavorando dietro le quinte in vista
di una
sua possibile candidatura ufficiale. Alla carica non ci si candida ma vi si viene nominati, ma l'ex leader laburista può contare sul sostegno di Nicolas
Sarkozy, suo grande elettore. Un ben diverso atteggiamento avrebbe avuto Chirac. Blair avrebbe confidato ai più
stretti collaboratori che sarebbe favorevole ad accettare l'incarico se ci sarà la garanzia di avere
poteri reali, in particolare riguardo a questioni di affari internazionali,
difesa e commercio. La presidenza sarebbe un successo personale per Mr Blair e il Regno Unito ma non tutti in Europa vedono di buon occhio una simile eventualità: basti pensare a come
Blair sostenne da primo ministro le posizioni del presidente degli Stati Uniti Bush nel conflitto iracheno. Per fortuna al tempo era "solo" primo ministro inglese e quindi ha potuto coinvolgere "solo" il Regno Unito nella folle avventura, ed immaginarlo presidente della UE con pieni poteri su affari internazionali e difesa certo inquieta un pò.
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