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Leighton House Museum, è una delle case vittoriane londinesi più rappresentative ed originali costruite nel XIX secolo, aperta al pubblico sin dal 1929. E' ubicata in Holland Park Road, nel borgo di Kensington e Chelsea (zona Ovest di Londra), non lontana dalla fermata della metropolitana di High Street Kensington.

Leighton House Londra

E' un museo, dedicato a Lord Frederic Leighton (1830-1896) e alle sue opere, ospitato proprio nella casa dove visse e lavorò per oltre trenta anni. Leighton fu uno scultore e pittore inglese molto vicino alla confraternita dei Preraffaelliti. Le sue opere, quasi sempre incentrate su soggetti storici, biblici e mitologici, sono tra gli esempi più raffinati dell'arte vittoriana. All'interno, la bellissima dimora-museo conserva ancora una ricca collezione di dipinti e sculture dell'artista (che fu, tra l'altro, anche presidente della Royal Academy of Arts) e di alcuni artisti prerafelliti, suoi contemporanei ed amici, come John Everett Millais, Edward Burne-Jones, George Frederick Watts, Alma-Tadema ed Albert Moore.



L'edificio, che fungeva sia da residenza che da studio, fu progettato nel 1864 dall'architetto George Aitchison. La casa nel corso degli anni, subì notevoli modifiche, ampliandosi e divenendo un vero e proprio Palazzo dell'arte; basti pensare alla ampia sala principale, dove prima era collocato lo studio e dove spesso si tenevano ricevimenti ed incontri con amici e famosi artisti del tempo: moltissimi personaggi illustri dell'epoca vittoriana si intrattennero in questa stanza: tra questi anche la Regina Vittoria, invitata proprio da Leighton nel 1859.

Nel corso di circa trenta anni la casa si trasformò e si abbellì ulteriormente. Lord Leighton, in seguito a numerosi viaggi in Medioriente, in particolare in Turchia (1867), Egitto e Siria (1873), iniziò a comprare e a collezionare preziosi tessuti, sete, ceramiche, piastrelle ed elementi di arredo di squisita fattura e grande pregio. Proprio per ospitare ed esporre tale collezione, nel 1877 iniziarono i lavori per la costruzione della bellissima ed eclettica Arab Hall, tra gli ambienti più interessanti progettati a Londra nel corso della seconda metà del XIX secolo. Si tratta di una straordinaria sala quadrangolare che richiese un notevole impegno tecnico e un grande sforzo finanziario per essere completata. Il modello di riferimento per il progetto fu una delle sale contenute nello straordinario palazzo arabo-normanno della Zisa a Palermo, uno dei gioielli architettonici fatti costruire dai re Normanni in Sicilia nel XII secolo. La Arab Hall, di chiara ispirazione islamica, è coperta da una bellissima cupola dorata, impostata su un tamburo ottagonale. Tutte la pareti sono adornate da preziose piastrelle policrome, risalenti al XV e XVII secolo, comprate dallo stesso Leighton durante i suoi viaggi in Medioriente (soprattutto in Siria). Inoltre un fregio a mosaico, finemente lavorato, corre lungo tutte le pareti della sala, decorate anche con lastre di marmo colorato, alcove intarsiate in legno, colonne e nicchie contenenti preziosi vasi e piatti di ceramica turca di Iznik; al centro della sala, secondo la tradizione arabo-islamica, è situata una splendida fontana quadrangolare. Per le decorazioni l'architetto Aitchison e Lord Leighton riunirono un gruppo di artisti che contribuirono a completare il progetto con elementi tipici della tradizione artistica vittoriana; tra questi ricordiamo il vasaio William De Morgan, l'artworker Walter Crane, lo scultore Edgar Boehm e l'artista e illustratore Randolph Caldecott.

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Attraverso un'elegante rampa di scale, si giunge al piano superiore dove (a parte la piccola stanza da letto dell'artista) è ubicato l'ampio Winter Studio, lo studio invernale (costruito tra il 1889 ed il 1890), tra i più noti dell'epoca a Londra, con intere pareti tappezzate delle opere di Lord Leighton; dall'altro lato è bellissima Silk Room (1894-95), un'ampia sala interamente rivestita con parati in seta verde, concepita come una galleria di foto per accogliere la ricca collezione dei dipinti Leighton e dei suoi contemporanei, tra cui Albert Moore, John Everett Millais, George Frederic Watts, John Singer Sargent e Lawrence Alma-Tadema.

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto
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