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Intitolato a William Turner, il Turner Prize è l'importante premio d'arte visiva riservato ad artisti britannici al di sotto dei 50 anni di età. I quattro artisti finalisti per il Turner Prize 2016 sono Michael Dean, Anthea Hamilton, Helen Marten, Josephine Pryde. Fino al 2 Gennaio 2017 alla Tate Britain.

Turner Prize

Anthea Hamilton's Turner prize installation at Tate Britain

Sin dalla prima edizione, l'intento di questa particolare esibizione è stato quello di promuovere e premiare le arti visive; da oltre 30 anni ogni autunno la rassegna offre un'ampia panoramica sull'arte contemporanea britannica ed è ormai considerata una tra le più interessanti ed originali esposizioni artistiche del paese e uno dei premi più noti per le arti visive in Europa.



Il nome dell'evento è stato scelto in onore del famoso pittore britannico del XIX secolo JMW Turner, tra gli artisti più innovativi, geniali e controversi nel suo tempo che, già allora, aveva voluto creare un premio per i giovani talenti emergenti. Ogni anno il premio viene assegnato a un artista britannico che non abbia compiuto ancora 50 anni (nato in UK o che lavora costantemente in UK), per l'allestimento di una mostra o per la presentazione di un lavoro avvenuto nel corso dell'anno precedente. All'inizio il premio poteva essere assegnato a tutti coloro che lavorano nel campo delle arti, compresi curatori, critici o galleristi; dal 1988 però è assegnato solo agli artisti. Ogni anno viene eletta una giuria indipendente di giudici, presieduta dal direttore della Tate Britain. Il premio in palio è pari a £40.000, di cui £25.000 vanno al vincitore e £ 5.000 a ciascuno degli altri tre finalisti.

I quattro finalisti del Turner Prize 2016

Michael Dean è uno scultore le cui opere tendono principalmente alla presentazione fisica del linguaggio. Le sue sculture e le sue installazioni sono fortemente connesse con l'ambiente urbano che ci circonda e con materiali a noi più familiari come le staffe metalliche usate per la preparazione del cemento armato o le lamiere ondulate di un anonimo edificio. E' stato nominato per le sue mostre 'Sic Glyphs' alla South London Gallery e 'Qualities of Violence' al de Appel Arts Centre di Amsterdam.

Anthea Hamilton è un'artista versatile che produce sculture, installazioni, performance e video; con le sue opere porta un tocco di sensibilità surrealista alla cultura popolare e al mondo digitale contemporaneo grazie ad immagini stilizzate, sensuali e provocanti. I suoi lavori seducono lo spettatore con l'inaspettata combinazione di fumetti, immagini, materiali e parole ma anche grazie a drammatici cambiamenti di scala. E' stata nominata per la mostra personale 'Anthea Hamilton: Lichen! Libido! Chastity!' tenutasi presso lo SculptureCenter di New York.

Helen Marten utilizza la scultura, la serigrafia e la scrittura per produrre opere che si rifanno a modelli e motivi ispirati alla cultura visiva contemporanea. Attraverso l'uso di collage e di manufatti articolati, la Marten realizza opere poetiche ed enigmatiche che prendono spunto dai gesti e dalle immagini della vita di tutti i giorni. E' stata nominata per alcuni progetti presentati alla 56° edizione della Biennale di Venezia e per la mostra personale 'Eucalyptus, Let Us In' al Greene Naftali, New York.

Josephine Pryde esplora, attraverso la fotografia e le installazioni, la natura stessa della creazione delle opere d'arte e del loro allestimento. È affascinata dal rapporto esistente tra l'arte e la fotografia. Il suo lavoro spesso mette in discussione le convenzioni e le regole che governano le gallerie e, in genere, il controverso mondo dell'arte. E' stata nominata per la mostra personale 'Lapses in Thinking by the Person I am' presentata al CCA Wattis di San Francisco.

The Turner Prize 2016

Fino al 2 gennaio 2017

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00

Biglietto adulti £ 10.90 (senza donazione)

TATE BRITAIN

Millbank, London SW1P 4RG

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto