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In questa mostra fotografica il protagonista assoluto, più che l'immagine realizzata e stampata, è la Macchina Fotografica stessa, intesa come mero oggetto materiale. Al Victoria&Albert Museum fino al 5 Marzo 2017.

The Camera Exposed, Victoria & Albert Museum

'Lily Cole with Giant Camera', Tim Walker, 2004 © Tim Walker

La macchina fotografica glorificata e onorata come una star: in tutte le fotografie e le immagini esposte in questa mostra appare sempre una camera: sia che si tratti di ritratti formali, di semplici istantanee, nature morte o collage, la macchina fotografica è sempre presente, in primo piano, come un riflesso o un'ombra o spesso come oggetto a se stante, protagonista dello scatto.



In un'era come la nostra dove spopolano i cellulari e gli smartphone, la macchina fotografica, intesa come un dispositivo autonomo, sta quasi scomparendo, così come sta scomparendo la sua immagine e la rappresentazione impressa negli scatti di fotografi professionisti o di semplici dilettanti.

Eppure basta tornare indietro di pochi decenni per scorpire che generazioni di fotografi hanno catturato molto spesso negli scatti il proprio strumento del mestiere, a volte inavvertitamente, per caso, altre volontariamente. Nella storia della fotografia, fotocamere e cineprese hanno spesso fatto la propria comparsa in immagini e scatti famosi: dal luccichio della macchina fotografica di Eugène Atget in una vetrina parigina del 1900, alla telecamera che funge da occhio in una fotografia di Calum Colvin (1980) che inquadra una composizione di oggetti dipinti.

Molte delle immagini delle telecamere esposte nella mostra sono state scelte poichè sfruttano le qualità antropomorfe dello strumento stesso: accostata al viso, a stretto contatto con il volto, come nello scatto di Richard Sadler 'Weegee the Famous' (1963), la macchina fotografica diventa una maschera, una sorta di lente appartenente ad un occhio meccanico: nasconde la fisionomia del fotografo pur rinforzandone l'identità. Situata su un treppiede la fotocamera può assumere sembianze umane che rimandano a un corpo sostenuto da lunghe e sottili gambe, che sostituisce il fotografo stesso.

La maggior parte delle fotografie che mostrano fotocamere spesso puntano l'attenzione sul voyeurismo intrinseco del mezzo stesso: posizionando lo strumento verso il pubblico, le immagini si confrontano con lo sguardo dello spettatore che è consapevole non solo di vedere, ma anche di essere visto.

I curatori della mostra hanno selezionato ben 120 scatti fotografici di noti artisti che coprono un arco temporale di oltre un secolo, dalla fine del XIX secolo, fino ai nostri giorni. Tra le immagini più interessanti si ricorda quella di Lealia Goehr del 1945 che ritrae Bill Brandt e una gigantesca Kodak Wideangle che copre metà del suo volto o la bellissima foto 'Mediterranean Forthnight' che ritrae la fotografa britannica Elsbeth Juda, immortalata, davanti ad una macchina sul treppiede, in un sito archeologico di Cipro nel 1953.

Tra le opere esposte ricordiamo inoltre: Self-portrait in Mirror' di Armet Francis; 'Season's Greetings' (1967) di Philippe Holsman o 'Lily Cole and Giant Camera' (2004) di Tim Walker: in queste e in tutti gli altri scatti esposti la protagonista assoulta, accanto ai modelli è sempre e comunque la fotocamera.

Mostra macchina fotografica Londra

Bill Brandt with his Kodak Wide-Angle Camera, Laelia Goehr © Alexander Goehr

Mostra fotografica Londra

'Weegee the Famous', Richard Sadler, 1963 © Richard Sadler FRPS

The Camera Exposed

Fino al 5 marzo 2017

Apertura tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.30
(Venerdì fino alle 21.30)

Ingresso gratuito

Victoria&Albert Museum

Cromwell Road
SW7 2RL London

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto