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L'incredibile epopea di Thonis-Heracleion e Canopo, due città dell'antico Egitto scomparse per millenni tra le acque del Mediterraneo e recentemente riscoperte. Al British Museum di Londra fino al 27 Novembre 2016.



Sunken Cities Egypt's Lost Worlds è il titolo di questa imperdibile mostra che racconta la storia di Thonis-Heracleion e Canopo, due fiorenti e ricche città egiziane fondate intorno al VII secolo a.C. che sorgevano alle foci del fiume Nilo, sulla costa egiziana del Mar Mediterraneo. La città di Thonis-Heracleion, il cui nome deriva dell'eroe greco Eracle, fu uno dei porti e dei centri commerciali egiziani più ricchi e cosmopoliti nell'area mediterranea mentre Canopus (Canopo) fu un importante centro religioso noto per il culto di numerose divinità egizie (in particolare Osiride).

Sommerse dalle acque del mare per oltre un millennio non si è saputo più nulla di loro, fino ai recenti ritrovamenti (avvenuti negli ultimi venti anni) di un cospicuo numero di reperti archeologici di grande importanza che giacevano sul fondo marino. Queste scoperte si sono rivelate di estrema importanza poiché chiariscono e aprono nuovi scenari sui rapporti economici ed artistici tra le grandi civiltà antiche dell'Egitto e della Grecia.



Più di 300 preziosi reperti sono stati riuniti per la mostra nelle sale del British Museum; di questi, oltre 200 sono il frutto degli imponenti scavi archeologici effettuati al largo delle coste egiziane, nei pressi di Alessandria d'Egitto, tra il 1996 e il 2012. Molti sono inoltre i prestiti provenienti da importanti musei egiziani, esposti per la prima volta fuori dalla patria (i primi prestiti dopo le recenti rivoluzioni in Egitto), integrati con oggetti della collezione permanente del British Museum, provenienti da vari siti archeologici dislocati in tutto il Delta del Nilo, in particolare da Naucrati, città portuale gemellata con Thonis-Heracleion e primo insediamento greco in Egitto.

Gli archeologi sono riusciti a recuperare dalle acque un vasto numero di reperti scultorei di grande importanza, tutti sorprendentemente ben conservati. Possiamo ammirare in esposizione statue monumentali in pietra praticamente intatte, raffinati utensili metallici e preziosi gioielli in oro; tutti oggetti che offrono una nuova visione della vita culturale ed artistica egiziana nel periodo tolemaico rivelando l'importanza dei rapporti socio-culturali tra il mondo greco e quello egiziano alla fine del I millennio a.C. In tal senso è possibile interpretare e comprendere l'operato di re e regine greche che governarono l'Egitto per oltre 300 anni e, pur di legittimare il proprio regno, adottarono credenze, leggi e rituali egiziani.

Molte sono le sculture monumentali esposte: all'inizio del percorso i visitatori sono accolti da una gigantesca statua in granito di Hapy (alta 5.4m), una personificazione divina del dio Nilo. Capolavori provenienti dai più noti musei egiziani, come il toro Apis dal Serapeo di Alessandria, sono esposti accanto a magnifici reperti scultorei recentemente ritrovati in mare; tra questi una bellissima statua proveniente da Canopus che rappresenta Arsinoe II (la figlia maggiore di Tolomeo I, fondatore della dinastia tolemaica), raffigurata come la perfetta incarnazione di Afrodite, dea della bellezza, il cui culto fu molto caro sia agli Egiziani che ai Greci.

Una vasta gamma di oggetti e arredi sacri, di piccole e grandi dimensioni, testimonia il forte legame spirituale che gli abitanti del posto, ma anche i pellegrini, avevano con questi importanti centri religiosi; moltissimi sono i modellini di piombo di chiatte e barche ritrovate nel tratto d'acqua che collegava le città sacre di Thonis-Heracleion e Canopus. Si tratta di oggetti associati ai 'Misteri di Osiride', una delle feste più popolari celebrata ogni anno in tutto l'Egitto durante il mese di Khoiak (tra metà ottobre e metà novembre). Le barche, il cui formato varia da 6 a 67 centimetri, sono riproduzioni metalliche di una flottiglia di 34 chiatte che, in solenne processione, trasportava le statue di divinità egizie, solcando le acque del mare in occasione delle celebrazioni per il dio Osiride.

I bellissimi oggetti in mostra non rappresentano che una piccola percentuale dei reperti archeologici provenienti dalle misteriose città; la missione archeologica subacquea è ancora in corso e continua a portare alla luce nuovi capolavori che chiariscono sempre più i rapporti tra il mondo egiziano e quello greco all'epoca della dinastia tolemaica e alla vibrante società cosmopolita che la fusione delle due civiltà creò.

La mostra Sunken Cities Egypt's Lost Worlds a Londra

Colossal statue of god Hapy, Thonis-Heracleion, Aboukir Bay, Egypt (SCA 281) © Franck Goddio / Hilti Foundation. Photo: Christoph GerIgk

Sunken Cities Egypt's Lost Worlds

Fino al 27 novembre 2016

Biglietto adulti £ 16.50

Aperta dal Lunedì al Giovedì dalle 10.00 alle 17.30
Venerdì fino alle 20.30
Sabato e Domenica dall 9.00 alle 17.30

BRITISH MUSEUM

Great Russell Street
WC1B 3DG, London

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto