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La mostra alla British Library di Londra indaga le tumultuose vicende storiche, economiche, politiche e religiose del XX secolo attraverso mappe, disegni e rappresentazioni grafiche della geografia socio-politica del globo terreste. Fino al 1 Marzo 2017.

Mostra Maps and the 20th Century: Drawing the Line

Russian moon globe from 1962 with NASA earthrise image of the earth in the background - Photo by Clare Kendall

Maps and the 20th Century: Drawing the Line mette in evidenza il modo in cui le mappe tematiche sono state pensate, modellate e plasmate nel corso del XX secolo in una continua opera di sovrapposizione e di incessante stratificazione delle informazioni man mano pervenute, influenzata dalle vicende della storia socio-economica, politica e religiosa del mondo in cui viviamo.

Ben 100 anni di storia che illustrano le innovazioni tecnologiche e i progressi avutisi nel campo della cartografia e della mappatura territoriale, partendo dai primi tentativi di inizio secolo fino alle complesse mappe satellitari, come quelle della London Underground.



Conoscere il territorio della città e del mondo in cui viviamo, essere in grado di leggere l'imago urbis significa riscoprire la realtà che ci circonda e di cui siamo parte integrante; così come sviluppare la conoscenza del territorio, acquisire la capacità di relazionarsi col patrimonio da tutelare e conservare, risulta di basilare importanza al fine di recuperare le radici storiche e culturali del nostro vivere quotidiano.

Le due Guerre Mondiali, lo Sbarco sulla Luna, la Rivoluzione Digitale: sono solo alcuni dei temi trattati in questa interessante esibizione atta a dimostrare l'importante ruolo giocato dalle mappe nel XX secolo. L'esibizione apre nuovi orizzonti e scenari di studio e approfondimento su situazioni più o meno note che vanno dai conflitti mondiali allo studio delle maree, dalla storia geo-politica del globo fino all'esplorazione delle più lontane galassie interstellari.

Maps and the 20th Century: Drawing the Line

Western front trench model 1917 Credit: British Library

I curatori hanno selezionato una serie di mappe appartenenti alla collezione privata del Ministero della Difesa, esposte per prima volta al pubblico; esse rappresentano scenari apocalittici e surreali che negli anni Cinquanta e Sessanta vedevano la Scozia e parte dell'Inghilterra come possibili bersagli di esplosioni nucleari. E' inoltre esposta una rara e interessante mappa degli USA prodotta dal governo nazista nel 1941 che mostra la percentuale e i diagrammi del flusso di immigrati di prima e seconda generazione provenienti dall'Europa Occidentale e diretti verso l'America. Durante la I e la II Guerra Mondiale la possibilità di consultare mappe geografiche piuttosto che cartografie tematiche, catastali e topografiche complete, accurate e aggiornate si è rivelata un'arma vincente dal punto di vista strategico: molte battaglie sono state vinte proprio grazie alla conoscenza della topografia dei luoghi e alla corretta localizzazione dei siti da attaccare.

L'esibizione rivela inoltre l'importanza non solo strategica ma anche pratica e funzionale delle mappe nella vita e nella società delle moderne metropoli del XX secolo. Esempio calzante è la guida cartografica 'London A-Z' che negli ultimi decenni si è rivelata di estremo aiuto per turisti, visitatori ma anche residenti nel muoversi e districarsi nelle caotiche e affollate strade di Londra. Troviamo esposti inoltre esempi poco noti di atlanti storico-politici come i 'Plebs Atlas' e carte di spionaggio, accanto alle mappe della metropolitana di Londra e di New York o alla nota mappa di 'Winnie the Pooh's Hundred Acre Wood' che ha introdotto milioni di bambini di tutto il mondo al moderno concetto di cartografia.

Maps and the 20th Century:
Drawing the Line

Fino al 1 marzo 2017

Lunedi e Venerdì dalle 9.30 alle 18.00
Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle 9.30 alle 20.00
Sabato dalle 9.30 alle 17.00, Domenica dalle 11.00 alle 17.00

Biglietto adulti £ 12

The British Library

Paccar Gallery
96 Euston Road, London, NW1 2DB

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto