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Questa interessante esibizione indaga il concetto di condanna e cancellazione della 'Memoria Storica' nella Roma imperiale. Al British Museum fino al 7 maggio 2017.

Mostra Defacing the Past a Londra

Bronze as of Tiberius featuring the consulship of Sejanus, whose name was erased after his downfall; Bilbilis (Spain), AD 31 (loaned by the Kunsthistorisches Museum of Vienna)

Defacing the Past offre chiavi di lettura alternative della storia romana, viste da una prospettiva diversa, quella degli imperatori caduti in disgrazia (soprattutto dopo la morte) la cui immagine è stata letteralmente 'cancellata' dalla storia. Come molti sovrani e governanti, gli imperatori romani erano soliti usare iscrizioni, sculture, bassorilievi, archi, colonne onorarie e monete per affermare e celebrare in tutte le regioni dell'impero la propria autorità. Tuttavia non raramente accadeva che l'immagine imperiale fosse brutalmente attaccata e colpita per ragioni politiche e religiose. La memoria e l'operato degli imperatori romani (ma anche di alti funzionari) fu spesso ufficialmente condannata dopo la loro morte attraverso un processo noto come Damnatio Memoriae.



La Damnatio Memoriae è una locuzione in lingua latina che significa letteralmente Condanna della Memoria. Nel diritto romano indicava una pena consistente nella cancellazione della memoria di una persona e nella distruzione di qualsiasi traccia che potesse tramandarla ai posteri, come se non fosse mai esistita. Si trattava di una pena particolarmente aspra riservata ai nemici di Roma e del Senato, reali o presunti o divenuti tali dopo essere caduti in disgrazia del potere politico. La Damnatio Memoriae subì un processo di degenerazione in età imperiale, giungendo a colpire anche dopo la loro morte persino la memoria degli imperatori spodestati o uccisi. La condanna comportava la cancellazione del nome dalle iscrizioni di tutti i monumenti pubblici, l'abbattimento di statue, bassorilievi e monumenti onorari e lo sfregio dei ritratti presenti sulle monete.

I curatori della mostra presentano al pubblico una selezione di monete, iscrizioni, sculture, bassorilievi, ritratti e papiri che mostrano immagini e simboli di potere deturpate, rese illeggibili e quasi cancellate sia per condannare la memoria di imperatori romani deceduti o per minare il potere di quelli ancora viventi. Sono presenti anche alcuni oggetti provenienti dall'Egitto, dalla Mesopotamia e dalla Grecia che testimoniano il fatto che i Romani usarono la damnatio memoriae per minare e cancellare la memoria di sovrani e governanti anche nella colonie o nei paesi appena conquistati. Attraverso questi oggetti è possibile seguire ed osservare la storia romana dal punto di vista di coloro che sono caduti in disgrazia, la cui memoria è stata volutamente offuscata e cancellata (almeno a quei tempi) dai documenti e dai monumenti pubblici ufficiali.

E' questo il caso di Seiano, militare e politico romano, ambizioso amico e confidente dell'imperatore Tiberio, caduto in disgrazia e condannato a morte dall'imperatore stesso perchè sospettato di volerlo spodestare. Si ricordano ancora i famosi esempi di Caligola e Nerone, considerati da molti contemporanei come tiranni e il cui regno terminò in modo violento; o ancora le tragiche storie degli imperatori Domiziano, assassinato da un complotto del Senato e Commodo, descritto dagli storici come stravagante e depravato che venne assassinato in un complotto ad opera di alcuni senatori, pretoriani e della sua amante Marcia.

Defacing the Past: Damnation and Desecration in imperial Rome

Fino al 7 maggio 2017

Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.30 (Venerdì fino alle 20.30)

Ingresso gratuito

British Museum

Great Russell Street, London WC1B 3DG

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto