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Un'occasione unica per conoscere gli straordinari dipinti di Bhupen Khakhar, una delle figure chiave nell'arte indiana contemporanea. Alla Tate Modern fino al 6 Novembre 2016.

La mostra Bhupen Khakhar. You can't Please all a Londra

TATE; © BHUPEN KHAKHAR

Bhupen Khakhar (1934-2003) è stato un pittore indiano, conosciuto per il personalissimo stile figurativo e per l'approccio sarcastico ed incisivo delle sue idee e delle sue osservazioni nei confronti della società, delle differenze sociali e della sessualità. E' stato a lungo la figura centrale della Scuola Baroda, un raggruppamento di pittori figurativi indiani che comprende anche artisti come Gulam Sheikh e Sudhir Patwardhan. Ha svolto un ruolo cruciale nella cultura indiana ed è stato un artista molto apprezzato e rinomato anche nel contesto artistico internazionale del XX secolo.



In questa retrospettiva, la prima in assoluto nel Regno Unito, sono esposti numerosi lavori, quadri su tela, acquerelli, ceramiche sperimentali, schizzi e disegni preparatori. Per la prima volta dopo la sua morte, sono qui riunite opere provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo che coprono un arco temporale di oltre 50 anni della sua straordinaria carriera.

Un artista schietto e sincero che ha rappresentato il suo mondo e la sua vita con estrema onestà. I 'Quadri narrativi' sono stati ispirati da differenti influenze che vanno dall'estetica devozionale alla cultura di strada, dalla pittura europea alla Pop Art americana. Egli affronta numerosi temi provocatori, in particolare quello della sua omosessualità (ma anche quello della personale lotta contro il cancro) con rara sensibilità, umanità e intelligenza.

I suoi primi lavori rappresentavano oggetti di uso quotidiano, realizzati dall'industria e di facile consumo, recuperati tra la miriade di prodotti della società di massa: disegni e schizzi che sembrano ritagliati da stampe popolari, graffiti, strisce di fumetti, cartelloni pubblicitari. Non a caso, nel 1967 gli fu riconosciuto dalla stampa e dalla critica internazionale il titolo di primo artista della 'Pop Art' indiana. Molte opere di Bhupen Khakhar dei primi anni Settanta ricordano le insegne dei negozi di sarti, barbieri, riparatori di orologi e sono realizzate con tecniche e colori molto realistici e vivaci. Implicita in questi quadri è l'umoristica accettazione e la celebrazione di una cultura ibrida, frutto della contaminazione con una società, quella occidentale, precedentemente avversata e odiata ma successivamente accettata e fusa con i valori della tradizione indiana e con quelli della classe medio-bassa urbana di cui per Khakhar rappresenta un portavoce eccezionale. Nei decenni successivi il suo genio trasse ispirazione da numerosi generi artistici della tradizione indiana come le miniature, i quadri, i cartelloni aziendali, le mappe e i prospetti dei templi sacri.

In You Can't Please All, la mostra in corso alla Tate Modern, possiamo ammirare immagini nude a grandezza naturale, autoritratti, orologi appesi a un balcone, famiglie, animali, asini, scene tratte da favole e leggende antiche, così come storie reali ispirate dai più caotici paesaggi urbani contemporanei. Ciascuna immagine rappresenta una dichiarazione ufficiale che spesso va contro i principi e le regole della cultura indiana tradizionale, come, ad esempio, la sua aperta dichiarazione di omosessualità. Le esplicitazioni sessuali di Khakhar procedono di pari passo con un profondo senso religioso, spesso espresso nei dipinti attraverso ampie macchie di colore appiattite e ben definite da nitidi contorni.

Bhupen Khakhar
You can't Please all

Fino al 6 novembre 2016

Biglietto adulti £ 12.00 (£ 10.90 senza donazione)

Aperta dalla Domenica al Giovedì dalle 10.00 alle 18.00
Venerdì e Sabato dalle 10.00 alle 22.00

 

TATE MODERN

Bankside, London SE1 9TG

Vincenzo Sebastiano
Questo articolo è stato scritto per Qui londra da:
Vincenzo Sebastiano
Giornalista, storico dell'arte, architetto