 La crisi economica riguarda tutto il mondo, ma in Italia arriva dando continuità ed ovviamente aggravando la grave crisi preesistente: quando a tutti finalmente pareva di
scorgere l'auspicata ripresa, in onore al detto "Non può piovere per sempre", è arrivata la crisi! Così,
il futuro che prima era incerto, adesso è veramente nero... La mancanza di prospettive, la stanchezza di vedere irrisolti ed anzi aggravati problemi ormai cronici, l'assenza di una classe politica credibile ed in grado di dare risposte e speranza spinge molti italiani a guardare altrove. E a chiedere come in altri paesi, come il Regno Unito, la crisi venga avvertita.
Purtroppo, se Roma piange, Londra certo non ride! Lo scorso 17 novembre il Financial Times ha pubblicato un articolo in cui cita un'analisi della Local Government Association (LGA) che rivela di come Londra si prepari a fronteggiare una dura fase di recessione
che potrebbe provocare la perdita di 370 mila posti di lavoro entro la
fine del 2010, quasi uno su dodici. Una situazione che ha messo in allarme il Governo inglese ma che non coinvolge altre grandi città britanniche - come
Newcastle, Leeds e Manchester - che secondo lo studio «sono posizionate
relativamente bene, e per questo potranno affrontare più facilmente gli
effetti della crisi». A fornire una certa protezione contro
la perdita di posti di lavoro sarà il pubblico impiego, sanità ed istruzione soprattutto, mentre la recessione si farà sentire pesantemente sull'industria manifatturiera e quella delle costruzioni. In
termini di percentuali di posti di lavoro che potrebbero essere perduti, la regione che dovrebbe soffrire meno gli effetti della crisi è quella a sud-ovest
con un -5,1% (130.000
posti di lavoro), mentre nello Yorkshire a ritrovarsi disoccupati saranno in 170 mila (il 6,8%). Si calcola che nel Regno Unito saranno 1,7 milioni i posti
di lavoro in meno entro la fine del 2010. La situazione peggiore proprio a Londra, dove si registrerà una contrazione dell'occupazione del 7,9%. La crisi che incombe anche sulla forte economia inglese sarà un serio problema per i prossimi
anni, figuriamoci quello che potrà
accadere in Italia!
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