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Già qualche settimana fa il «New York Times» aveva descritto «il malessere» di un’Italia «più povera e più
vecchia», tanto da richiedere un intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Oggi, a giudicare l'Italia un paese vecchio, povero e depresso ci pensa il "Times" con un articolo dal titolo "La dolce vita turns sour as Italy faces up to being old and
poor". Con la Spagna che ci supera in ricchezza e la Grecia
che sta
per sorpassarci, scrive Richard Owen, il clima che si respira per le
strade di Roma e' di generale sconforto. Perfino nel cinema, principale
industria della Capitale, segniamo il passo: "Anche se c'è qualche
buon regista, nessuno sta alla pari con Fellini e Visconti, e Monica
Bellucci, per quanto bella, non e' Sophia Loren (e comunque vive a
Parigi)", osserva il giornalista inglese, che rincara la dose: "Pensate
che a Miss Italia le concorrenti erano tutte poco piu' che adolescenti,
mentre l'eta' media dei giudici era di 70 anni". "Perfino il settore
del lusso, in cui l'Italia eccelle con Gucci, Armani e Versace, e' in
crisi e gli ordini calano. La globalizzazione e la concorrenza a prezzi
stracciati della Cina stanno mettendo a repentaglio le esportazioni
tradizionali, come i tessuti". E il giornalista conclude snocciolando,
sotto la testatina "Tempi difficili", i numeri del declino dell'Italia:
crescita demografica dello zero per cento, eta' media di 42,5 anni
(contro i 38,5 della Gran Bretagna), un italiano su 5 ha piu' di 65
anni, ogni donna ha in media 1,29 figli (ce ne vorrebbero 2,1 per
mantenere stabile l'attuale popolazione), 120 giornate di lavoro perse
per sciopero ogni mille operai tra il 2001 e il 2005 (contro i 26 della
Gran Bretagna), ventesimo posto nell'indice dello sviluppo umano
dell'Onu, un tasso di disoccupazione del 7%, che la colloca al 76esimo
posto nel mondo (in questo settore stiamo peggio di Romania, Nigeria,
Cambogia e Ucraina).
Anche il «New York Times», nel suo
reportage, descriveva il malessere
«economico, sociale e politico» italiano, dovuto al fatto che «i
problemi non sono nuovi» ma «ha chiaro come il cambiamento può arrivare». La
cartina tornasole è nell’essere rotolati alle spalle della Spagna per il
sovrapporsi fra i livelli più bassi d’Europa nell’uso di Internet, nei salari e
nella crescita «mentre il debito pubblico e i costi del governo sono fra i più
alti».
Da qui la riduzione degli investimenti stranieri, con l’Italia
precipitata nel 2004 a 16,9 miliardi di dollari rispetto ai 49,3 della Spagna.
Il volto che il «New York Times» sceglieva per riassumere lo scontento montante è
quello di Beppe Grillo «comico e blogger» e del grido «Basta! Basta! Basta!» che
gli ha consentito di raccogliere 250 mila firme per la petizione sull’elezione
diretta dei parlamentari.
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