Ciao stegoforo, ti rispondo volentieri visto che anch'io scorrazzo per le strade di Londra con il mio scooter spedito dall'Italia.
E con la targa italiana (LU, per la precisione) vado pure fiero, anche se si deve prestare la giusta attenzione. Non ho trovato alcuna difficoltà iniziale ad abituarmi alla guida a sinistra ed alle relative precedenze invertite ma, rispetto alle grandi città italiane, avverto qualche pericolo in più ma questa potrebbe essere solamente una mia impressione.
A Roma ad esempio, dove ho lavorato per qualche tempo, il traffico è caotico ma nessuno di proposito cerca di buttarti giù: gli automobilisti sono abituati alla presenza di tantissimi scooter e moto e cercano di prevederne i movimenti. A Londra invece a volte sembra che mi mirino: per questo sono contento di essere in scooter piuttosto che in bicicletta, almeno con un colpo di gas riesco a togliermi d'impiccio. Gli autisti dei bus sono i più pericolosi ma anche gli automobilisti non scherzano.
Quando piove le cose si complicano un po': gli inglesi rispettano scrupolosamente le strisce pedonali e non appena un passante si avvicina al tratto zebrato le auto inchiodano. Così, se il traffico procede speditamente, occorre fare attenzione alle brusche frenate che, sul bagnato, non sempre sono salutari.
Girare in scooter/moto ha ovviamente i suoi vantaggi: quando usavo solo i mezzi pubblici pensavo che le distanze fossero infinite ma a due ruote tutto sembra a portata di mano ed anche una città vasta come Londra la si attraversa per intero in nemmeno un'ora. Così, se per fare 15 km per raggiungere l'ufficio con il bus impiegavo più di un'ora (pensavo fosse lontanissimo), adesso impiego 15 minuti. Ed oltre che più veloce è anche molto più economico che girare con i mezzi pubblici.
Ah, i documenti: viaggio con patente italiana, libretto e Rc italiana con carta verde.
PS: prima di impacchettarlo fagli un bel tagliando dall'ItaliaB)