oggi ho capito, che per molti italiani, un lavoro semplice trovato e svolto a LONDRA, rappresenta comunque quella OPPORTUNITA’ di crescita, mancata in ITALIA.
Sono daccordo, anche se le motivazioni per cui uno si trasferisce a Londra possono essere le più diverse: c'è chi lo fa per imparare la lingua e quindi tornare in Italia, chi lo fa per fare un esperienza di vita più che professionale, chi invece cerca appunto di costruirsi quel futuro che in Italia non è possibile.
Viceversa sono pochi quelli che vengono in Italia per imparare la lingua o per fare un'esperienza professionale: del resto se l'Italia ha poco da offrire agli italiani cosa può fare per i cittadini di altre nazioni?
Tra le differenze che ho notato è che gli immigrati che arrivano in Italia solitamente finiscono per fare i lavori che gli italiani rifiutano come la raccolta dei pomodori o gli operai nell'edilizia. Gli immigrati che arrivano a Londra (non solo gli italiani quindi) se non hanno problemi di lingua possono invece accedere alle professioni solite degli inglesi.
Per gli italiani a Londra noto che spesso arrivano con una laurea in tasca o con buone specializzazioni, per imparare l'inglese partono dal basso iniziando a lavorare la maggior parte delle volte come camerieri ma... spesso camerieri rimangono, e questa è una cosa che capisco meno:huh: :
se una persona lavora 3 anni a Londra come cameriere, magari in un ristorante italiano, quale crescita potrà vantare se non quella di aver vissuto per un periodo fuori casa? A lavorare con italiani avrà imparato poco l'inglese mentre la professione del cameriere l'avrebbe potuta affinare anche in Italia. La forza di questa città è invece che se hai le capacità riesci a scalare le professioni, cosa che in Italia non è possibile se non per i soliti raccomandati, spesso incapaci. Perchè non approfittarne?