Ciao a tutti,
mi chiamo Vania, sono di Firenze ma da poco più di tre mesi vivo a Londra. E' da quando vi ho scoperto che vi seguo e, anche se sono iscritta in altro forum, ho deciso di scrivere qui per presentarmi e per scrivere la mia esperienza a Londra.
Ho 32 anni e sono laureata ma in Italia non riuscivo ad andare oltre qualche lavoretto a progetto, 900 € al mese e nessuna possibilità di costruirmi un futuro. Anche il mio ragazzo era (ed è) nella stessa identica situazione, costretto a 35 anni a vivere con i genitori: una situazione insostenibile e soprattutto senza una via d'uscita. Per questo ho rotto, nel senso che ho rotto gli schemi rischiando forse di mandare all'aria la mia storia d'amore ma cercando allo stesso tempo di riprendere in mano le sorti della mia vita. Mi sono ripromessa che l'anno nuovo sarebbe stato quello della svolta e così è stato e a gennaio sono partita, lasciando lui a casa perchè non se la sentiva di lasciare il suo contratto a progetto da 1000€ al mese:dry: .
I primi giorni ho sostato in ostello poi su Gumtree ho trovato l'annuncio della mia attuale coinquilina italiana e dopo una settimana avevo già una camera, condivisa ma spaziosa e pulita. Mi sono messa a cercare subito un lavoro arrivando a pagare 100£ un'agenzia italiana per finire a fare la lavapiatti in un ristorante italiano con orari e paga assurdi, ma con il mio inglese scolastico non potevo fare molto di più. Il proprietario del ristorante, ovviamente italiano, ha iniziato oltretutto ad essere un pò molesto e quindi inc..tissima me ne sono venuta via facendogli una scenata davanti ai clienti: peccato che gridavo in italiano e purtroppo gli inglesi presenti non avranno capito niente, o forse la sostanza sì. Fortunatamente una conoscente della mia coinquilina ha saputo che ero pratica di computer e mi ha proposto di aiutarla nel suo lavoro. Adesso non guadagno tantissimo ma sto benissimo e riesco a mantenermi e lavorando meno mi sono iscritta ad una scuola di inglese.
Sono felice di essermi rimboccata le maniche, concentrata come sono ad imparare la lingua e tutto il sistema. Per la prima volta in vita mia mi sono sentita finalmente padrona della mia vita: diversamente dall'Italia mi accorgo infatti che posso orientare le vicissitudini in un modo o nell'altro, è una sensazione che non so ben spiegare e mi dispiace perchè lo vorrei dire a chi sta in Italia ad aspettare quello che non accade mentre il tempo passa ed in silenzio ti ruba la vita. A Londra mi trovo molto bene, l'inglese è un handicap solo per il lavoro perchè in realtà si vive bene anche sapendolo poco: io sono una persona sorridente e vedo che con la gentilezza le persone quando non capisco mi vengono incontro con altrettanta cortesia: al supermercato, al jobcenter, sul bus, i passanti... sembra di essere su un altro pianeta! Mentre passeggio vedo gli operai che puliscono le strade spazzando perbenino come non ho mai visto fare ad uno spazzino italiano; i poliziotti non li ho mai incontrati in un bar e non fanno come in Italia quando in auto arrivano lenti lenti con il braccio fuori dal finestrino abbassato e lo sguardo truce tipo sceriffo: sono gentilissimi, sorridenti e molto numerosi a piedi, in auto, su furgoncini, biciclette, pattini, cavallo, scooter e moto. Sulla città poi non c'è da dire niente, bellissima e con questo caos ordinato che ti sorprende. Vedo i bambini di tutte le razze che giocano insieme, le nonne che passeggiano coi nipoti nel parco, gli scolari tutti con la solita ridicola casacchina, gli scoiattoli al posto dei gatti: ma dove sono finita?
Scusate se mi sono servita di voi per registrare i miei pensieri ma sono felice della scelta che ho fatto ed ho bisogno di dirlo agli altri. E spero che le tante persone che si trovavo attualmente nella situazione in cui mi trovavo anch'io possano decidere di prendere in mano la propria vita: questo non significa venire a Londra, ma fare qualcosa per rompere lo schema sì. Peccato solo che io non l'ho fatto prima.
Vania