 Fa discutere l'iniziativa promossa da Gary
Pugh, direttore delle scienze forensi di Scotland Yard e portavoce per la
genetica della polizia che,
come riferisce il quotidiano Guardian, si pone l'obbiettivo di raccogliere il Dna dei bambini
delle scuole elementari del Paese che dimostrano comportamenti antisociali o comunque considerati «a
rischio». Dietro questa iniziativa la teoria secondo cui talvolta criminali si nasce, non si diventa: si delinque cioè per predisposizione genetica e non per l'ambiente sociale e l'infinita serie di variabili indipendenti che accompagna l'individuo nel corso della
vita. Secondo gli esperti
criminologi infatti
l'inclinazione a determinati comportamenti è
identificabile già nei bambini di 5 anni di età: da qui
l'idea di schedare il
codice genetico dei bambini britannici più irrequieti così da avere
la possibilità di monitorarli nel corso della loro vita.
Immediata la reazione di alcuni gruppi che si battono per la tutela delle libertà civili che prontamente hanno
condannato la proposta, mentre
un'associazione di insegnanti ha avvertito che una
simile politica sarebbe il primo passo verso uno Stato di polizia. Lo stesso Pugh
ha
ammesso che la sua iniziativa è
controversa e che di sicuro incontrerà il
disappunto di genitori ed insegnanti, ma
è anche convinto che questa potrebbe essere una delle strade da percorrere per trovare un modo per risolvere il problema della criminalità. Bambini "iperattivi" e un pò discoli sono avvertiti.
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