 Ci sarebbe da sorridere se a fare da sfondo alla vicenda non
fosse stata una delle più grandi tragedie della marineria, cioè il naufragio del Titanic avvenuto durante il viaggio inaugurale la notte del 14 aprile 1912.
Un team di ricercatori svizzeri ed australiani, dopo aver passato un anno a studiare l'identità dei passeggeri del Titanic, hanno evidenziato come la più alta percentuale di vittime sia stata registrata tra passeggeri britannici.
Un dato inaspettato se si considera che britannica era la nave, la compagnia proprietaria e britannici erano pure i membri dell'equipaggio: questo avrebbe potuto favorire i passeggeri inglesi a conquistare un posto sulle scialuppe di salvataggio se questi non avessero manifestato, anche in questa drammatica situazione, l'aplomb che da sempre contraddistingue il carattere di un'intera popolazione.
Così, mentre i passeggeri americani, svedesi ed irlandesi sgomitavano per conquistare un posto nelle poche scialuppe di salvataggio, i britannici che pazientemente aspettavano il proprio turno in fila sono per la maggior parte colati a picco con la nave facendo registrare l'11% di possibilità in meno di farsi salvare rispetto ai passeggeri di altre nazionalità.
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